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Dal ginepro amatriciano alla stoffa: vi sveliamo i segreti di “Matrice Gin”

Dal ginepro amatriciano alla stoffa: vi sveliamo i segreti di “Matrice Gin”

Da una storia di famiglia e da un legame strettissimo con il territorio il London Dry Gin artigianale dell’Agriturismo Piccolo Lago

Forse non lo sapevate, ma anche Amatrice ha un suo gin. Si chiama “Matrice Gin”. Vi portiamo dentro i segreti di un liquore che affonda le proprie radici in una storia che arriva da lontano. Quella di Chiara e Massimiliano. Questa è la loro storia, questa è la storia del gin che nasce ai piedi dei Monti della Laga.

Alle origini

Ci sono luoghi che, con il tempo, smettono di essere semplicemente luoghi. Diventano parte della propria storia, dei ricordi, delle abitudini e persino del modo in cui si guardano le cose. Per Chiara Buffa quel luogo è sulle sponde del lago Scandarello, ad Amatrice.

Qui c’erano le estati in famiglia e una proprietà appartenuta al nonno, uno degli allevatori del territorio: “Per noi era come stare sempre in vacanza, un po’ al mare e un po’ in montagna”, racconta. È anche da quella sensazione che, negli anni, si sviluppa la scelta di fermarsi: dopo aver ristrutturato la proprietà, infatti, Chiara torna ad Amatrice insieme al compagno Massimiliano, anche lui originario di queste montagne.

Nel 2002 nasce l’Agriturismo Piccolo Lago. All’inizio Chiara continua a lavorare la mattina nell’attività del padre a Roma, poi sceglie di dedicarsi completamente a questa nuova avventura. Sono passati 24 anni e quello che era un luogo di famiglia è diventato un punto di riferimento per chi arriva ad Amatrice e vuole vivere il territorio respirandone l’ospitalità, la cucina e il contatto con la natura.

Aver instaurato un legame così forte con un luogo, tuttavia, non significa dover lasciare sempre tutto uguale. Al contrario, può essere il punto di partenza per nuove strade che lo raccontino e lo valorizzino in modo innovativo.

La voglia di sperimentare

È così che, circa due anni fa, Chiara e Massimiliano hanno iniziato a pensare a un altro progetto, anch’esso legato a una loro passione: il gin. L’idea è tanto semplice, quanto rivoluzionaria: creare qualcosa di nuovo, ma senza distaccarsi troppo da ciò che li circonda.

Ad aprile 2026 viene presentato Matrice Gin. Il nome richiama l’origine, la “matrice” appunto, da cui le cose prendono forma, oltre che l’antico nome della stessa Amatrice. E a prendere forma, da un insieme di elementi legati al Piccolo Lago, è questo London Dry Gin artigianale: “Il ginepro, tipico di dove ci troviamo – spiega – diverse botaniche e un ingrediente molto particolare: la propoli prodotta dalle api che vivono qui”.

Anche l’etichetta racconta una storia di famiglia: “È realizzata in stoffa, un richiamo al mestiere di mio papà che faceva il sarto e con cui sia io che Massimiliano abbiamo lavorato prima di trasferirci qui”. Un piccolo dettaglio che tiene insieme passato e presente, memoria e nuove idee.

Matrice Gin nasce così tra le montagne, ma porta con sé qualcosa di più ampio: la natura che circonda il Piccolo Lago, la tranquillità del lago Scandarello, il piacere di stare insieme e quella sensazione di essere sempre, almeno un po’, in vacanza.

Dalle radici, qualcosa di nuovo

Forse è questo il modo più naturale di far crescere un territorio: partire da ciò che ci ha dato e trovare nuovi modi per valorizzarlo. Attraverso l’ospitalità, la cucina, i prodotti della terra. E, perché no, anche il gin.

Del resto, al Piccolo Lago lo dicono con un sorriso: “Matrice Gin sta bene con tutto. Con una torta, con il panorama, con l’allegria”. Quella che ognuno di noi prova quando dalla Salaria scopre i Monti della Laga, scivola sull’uscita per Amatrice e si affaccia sullo Scandarello. Lì dove nasce la magia.

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Il presente articolo è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione commerciale con Matrice Gin.

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