La leggenda della notte di Natale
La notte in cui, secondo la tradizione, gli animali possono parlare e solo le anime più pure riescono ad ascoltarli
Tra le nostre vette si sussurra una leggenda, dal sapore magico e con un pizzico d’amore. La notte del 24 dicembre a mezzanotte i nostri amici a quattrozampe – dice questa leggenda – possono parlare, e noi possiamo sentirli, ma guai a farlo! Solo le anime più pure hanno il dono di ascoltare le loro parole, altrimenti si avvicinano guai nefasti.
Atmosfera di festa
Ci troviamo di fronte ad una modesta casa di montagna, siamo al 24 dicembre e questa famiglia, come tutte le altre nel mondo, si appresta a festeggiare, aspettando insieme la mezzanotte per brindare ad un nuovo Natale.
Dopo una giornata di duro lavoro, Giacomo, il capofamiglia, è molto stanco, ma i suoi angioletti vogliono aspettare Babbo Natale, quindi, come ogni anno, rimane in piedi per festeggiare con loro.
Il camino è acceso, come le luci dell’albero, la tavola è imbandita, l’intera famiglia si è raccolta intorno a lei e, in piena allegria, mangiano e festeggiano. Affianco a loro siedono tranquillamente i due validi aiutanti di Giacomo, Luna e Fulmine, due Border Collie veramente adorabili. Luna ha sul muso una macchia di pelo bianco a forma di luna, come il suo nome, e Fulmine, di nome e di fatto, appena scatta lo vedi volare e nessuno riesce mai a scappare dai suoi occhi attenti.
Il risveglio e la voce
Finito di mangiare, Giacomo, stanco, si siede sul divano con il muso di Luna appoggiato sulla coscia e Fulmine ai suoi piedi. I festeggiamenti proseguono, ma lui stanco si addormenta e nessuno se la sente di svegliarlo, neanche quando arriva la mezzanotte.
I bambini corrono verso l’albero: Babbo Natale, senza farsi vedere, lo ha riempito di regali. Giacomo si risveglia e, ancora un po’ intorpidito dal sonno, sente una voce che non riconosce.
Una voce femminile che dice: “È un brontolone, esigente, ma quanto ci ama! Guarda Fulmine, è talmente stanco da non riuscire a godersi la festa insieme alla sua famiglia! Promettimi, Fulmine, che da domani continueremo a proteggerlo e proteggere la sua famiglia, non cambierà niente, perché se lo merita. E poi dimmi che non sono adorabili!”.
Fulmine non parla, ma con il muso annuisce. Giacomo rimane impietrito, anche perché conosce la leggenda e ha paura delle conseguenze.
Un dono speciale
Si alza come se non avesse sentito niente, va dalla sua famiglia, gioca con i suoi bambini e i loro nuovi regali, poi prende due scatoline e si dirige verso di loro, si inchina e lascia anche a loro due regali di Natale.
Non dice niente, va verso la porta, la apre e gli indica le loro cucce. Luna e Fulmine prendono queste scatoline e corrono fuori, contenti anche loro di far parte di questa famiglia.
Amore incondizionato
Nella loro vita non ci saranno cambiamenti dopo questa notte, ma solo amore incondizionato e obbedienza, perché questo è il loro compito. Per Giacomo sarà la stessa cosa, ma ha una consapevolezza in più: sa che il suo amore verso i suoi cani è riconosciuto. Ma poi, pensandoci bene, a lui non serviva sentire il loro pensiero, perché con i gesti e le attenzioni facevano capire già tutto.
Questa è una leggenda, o forse no? Forse è solo un segreto che noi umani non possiamo conoscere.
