Il September Fest di Borbona: il miracolo di una comunità tra spinta generazionale, fede e tradizione

Il September Fest di Borbona: Il Miracolo di una Comunità tra Spinta Generazionale, Fede e Tradizione

Dal 1998 giovani e comunità insieme tra gastronomia, Madonna del Monte, musica e il rito delle Pupazze Pazze

Il September Fest di Borbona nasce nel lontano 1998 dall’iniziativa di un gruppo di giovani locali. L’evento trasforma questo splendido borgo della provincia di Rieti nell’epicentro della convivialità dell’Alta Valle del Velino. La vera formula magica di questa manifestazione risiede in un perfetto equilibrio antropologico: fondere la spensieratezza di una grande festa comunitaria con le più profonde e commoventi celebrazioni religiose e folcloristiche del paese.

Le origini: la scossa dei giovani e l’intuizione di Fabrizio Di Muzio

Sul finire degli anni Novanta, un nucleo di ragazzi di Borbona avvertì il bisogno viscerale di adoperarsi in prima persona. Spinti dall’amore per la propria terra, desideravano che il territorio tornasse a vivere attraverso un grande momento di aggregazione giovanile.

L’idea era di importare il format delle grandi feste bavaresi adattandolo all’identità sabina. Questa scommessa trovò una spinta decisiva e un appoggio fondamentale nell’allora sindaco Fabrizio Di Muzio. Il primo cittadino comprese immediatamente il valore sociale dell’operazione. Invece di frenare l’entusiasmo giovanile, spronò i ragazzi a concretizzare l’idea, fornendo il supporto istituzionale e logistico necessario per far partire la primissima edizione del 1998. Quello che nacque come un tentativo generazionale, oggi ha compiuto un miracolo più grande: ha unito l’intera comunità. A distanza di oltre un quarto di secolo, anziani, adulti e bambini lavorano fianco a fianco, rendendo il festival un simbolo di riscatto territoriale.

L’apice del 2015 e la frattura del terremoto

La storia recente del festival è contrassegnata da momenti di gioia straordinaria e da prove durissime che hanno temprato lo spirito dei borbontini. L’edizione del 2015 è passata alla storia come un vero e proprio trionfo di presenze e partecipazione, consacrando l’evento a livello regionale.

Pochi mesi dopo, però, il drammatico terremoto del 2016 ha colpito duramente il cuore dell’Appennino centrale, lasciando ferite profonde nel tessuto sociale, emotivo e strutturale del territorio. Si è venuta così a creare una dolorosa frattura che ha rischiato di spegnere l’entusiasmo. Con immensa pazienza, resilienza e tenacia, i giovani e l’intera comunità stanno portando avanti un faticoso processo di ricostruzione e ricucitura, cercando di superare quel trauma collettivo proprio attraverso la continuità di questa festa, che oggi più che mai rappresenta un faro di rinascita per tutta la valle.

Il cuore sacro: la Madonna del Monte e la Croce Processionale

Se la sera la piazza principale si accende di musica e incontri, la domenica mattina appartiene alla memoria storica e alla fede. Il September Fest si intreccia indissolubilmente con le solenni celebrazioni in onore della Madonna del Monte (Santa Maria del Monte), protettrice e punto di riferimento spirituale della comunità borbontina.

Il momento più solenne è la Santa Messa domenicale seguita dalla tradizionale processione, guidata dalla monumentale Croce Processionale custodita nella Chiesa di Santa Croce. Il manufatto è un autentico capolavoro d’arte sacra medievale.

Il Programma e il Menù di Borbona 2026

Tutte le manifestazioni si svolgono nella cornice centrale di Piazza Concezio Colandrea, dove gli stand gastronomici offrono il meglio della cucina tipica a km 0, accompagnata da ottima birra alla spina e dalle iconiche bombe fritte.

Venerdì 4 Settembre: L’apertura degli stand alle 19:30 celebra la tradizione con la sagra degli gnocchi casarecci al ragù, rigorosamente ammassati sul momento con le celebri patate di Borbona. Alle 22:00 la serata si accende con il concerto dei Ligalive, tribute band di Ligabue.

Sabato 5 Settembre: Protagonisti della tavola sono i maltagliati ai funghi porcini e salsiccia, tagliati a mano al momento. Dalle 22:00 la piazza balla con il Millennials Party 90/2000.

Domenica 6 Settembre: Dopo la processione mattutina delle ore 11:00 e il tradizionale, spettacolare Gran Premio della “Ruzzica” di Zazzo alle 16:00, la cena propone la polenta rossa o nella variante tipica “untu e caciu”. La colonna sonora della serata è affidata al grande concerto degli Area 765 alle 22:00.

La catarsi folclorica: il ballo delle “Pupazze Pazze”

La chiusura del festival, prevista per la seconda serata di domenica (ore 23:00), è affidata al tradizionale e spettacolare rito delle Pupazze Pazze. Grandi fantocci antropomorfi di cartapesta, dotati di complessi apparati pirotecnici, vengono fatti danzare a ritmo di musica al centro della piazza principale prima di essere consumati dal fuoco. Questo antico rituale agrario simboleggia la fine della stagione estiva e la rigenerazione ciclica del tempo, sancendo la rinascita della comunità in vista dell’autunno.

Exit mobile version