Casa della Musica di Amatrice, dieci anni dopo il sisma resta un presidio culturale

Casa della Musica di Amatrice, dieci anni dopo il sisma resta un presidio culturale

La struttura, nata dopo la distruzione degli spazi del “Don Minozzi”, oggi coinvolge circa 80 persone. Tra i contributi alla sua realizzazione anche quello della torinese Urmet, che nel 2021 ha donato sistemi di sicurezza e componenti per l’impianto elettrico

A dieci anni dal terremoto del 24 agosto 2016, la Casa della Musica continua a rappresentare ad Amatrice uno dei luoghi di riferimento per la vita culturale e sociale della comunità. Uno spazio nato dalla necessità di ricostruire, insieme agli edifici, anche quelle occasioni di incontro e formazione che il sisma aveva cancellato.

Oggi la struttura, situata nei pressi dell’insediamento di Colle Magrone 2, è utilizzata per le attività musicali e coinvolge complessivamente circa 80 persone. Al suo interno trovano posto tre sale prova – due di 21 metri quadrati e una di 24 – oltre a una sala di 40 metri quadrati destinata alla banda.

Dalla perdita degli spazi del “Don Minozzi” alla Casa della Musica

Prima del terremoto, Amatrice vantava infatti una vivace attività musicale. La banda svolgeva anche un’importante funzione di avviamento alla musica per bambini e ragazzi e sul territorio erano attivi tre gruppi musicali, capaci di coinvolgere diverse generazioni. Molte di queste attività si concentravano negli spazi del “Don Minozzi”, completamente distrutti dal sisma.

La perdita di quelle strutture aveva lasciato un vuoto non soltanto logistico, ma anche sociale. Mancavano infatti luoghi nei quali poter continuare le attività didattiche della banda e, più in generale, occasioni di aggregazione per la comunità di Amatrice e delle sue numerose frazioni.

Da questa esigenza è nato il progetto della Casa della Musica, promosso dall’associazione culturale amatriciana APS “Lo Spirito nel Tempo” in collaborazione con la Banda Musicale “Città dell’Amatrice”. Il Comune ha individuato e concesso l’area sulla quale è stata realizzata la nuova struttura, mentre alla ricostruzione hanno contribuito aziende ed enti provenienti da diverse parti d’Italia.

Il contributo di Urmet

Tra queste anche la torinese Urmet, che nel 2021 ha messo a disposizione della Casa della Musica la propria esperienza nel settore della sicurezza, donando un moderno impianto antintrusione con videosorveglianza e diversi componenti per l’impianto elettrico.

«La Casa della Musica è una istituzione dal valore imprescindibile per la nostra comunità – ha sottolineato il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi –. Oltre all’indubbia valenza culturale, in questo progetto è presente anche una importantissima componente solidale che si inserisce perfettamente nel concetto che amo ripetere in ogni occasione: quello della ricostruzione, che non può e non deve essere solo fisica e logistica, ma anche sociale, culturale, economica».

Per Cortellesi, la musica rappresenta infatti «motivo di crescita individuale e di aggregazione educativa e comunitaria». Da qui il ringraziamento alla Urmet e ai cittadini piemontesi che hanno sostenuto il territorio amatriciano durante il difficile percorso della ricostruzione.

Il legame tra Amatrice e il Piemonte

Un legame, quello tra Amatrice e il Piemonte, che trova nella Casa della Musica una delle sue espressioni concrete. «Conosciamo bene la realtà di Amatrice e le difficoltà che vivono quotidianamente i suoi cittadini per ritornare ad una vita normale dopo anni di faticosa ricostruzione – ha spiegato Simona Quaglia, responsabile dell’Ufficio Comunicazione di Urmet –. Per questo motivo abbiamo scelto con convinzione di mettere a disposizione della Casa della Musica di Amatrice la nostra esperienza ultradecennale nel campo della sicurezza».

L’obiettivo, ha aggiunto Quaglia, era contribuire alla rinascita di «un importante punto di riferimento culturale, formativo e aggregativo per tanti bambini e giovani amatriciani».

A distanza di anni, quel contributo continua quindi a essere parte di una struttura che ha ritrovato la propria funzione all’interno della comunità.

«Voglio ringraziare ancor oggi la Urmet di Torino per la donazione effettuata alla Casa della Musica di Amatrice – ha dichiarato Leopoldo Corsi, presidente dell’APS “Lo Spirito nel Tempo” –. Grazie a questo prezioso contributo abbiamo potuto completare con materiale di altissima qualità l’impianto elettrico e dotare la struttura dell’impianto di videosorveglianza e di quello d’allarme».

Ricostruire anche gli spazi della comunità

La Casa della Musica racconta così una delle dimensioni meno visibili, ma fondamentali, della ricostruzione post-sisma: quella degli spazi in cui una comunità può tornare a incontrarsi, imparare e coltivare relazioni. Dieci anni dopo il terremoto, tra prove musicali, attività della banda e iniziative culturali, quelle stanze continuano a essere un luogo di aggregazione per Amatrice.

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