Il Reatino al World Tourism Event di Assisi: la vetrina globale del turismo sostenibile consacra Amatrice e Rieti simboli di rinascita

Il Reatino al World Tourism Event di Assisi: la vetrina globale del turismo sostenibile consacra Amatrice e Rieti simboli di rinascita

Nella prestigiosa cornice del Salone Mondiale del Turismo nei Siti Patrimonio Mondiale, la storica destinazione reatina e il capoluogo tracciano una via comune per i mercati internazionali, unendo in un’unica identità resilienza istituzionale, cammini dello spirito ed eccellenze gastronomiche.

ASSISI / RIETI / AMATRICE – Valorizzare le destinazioni capaci di convertire la propria memoria profonda in un patrimonio universale, accessibile e consapevole: risiede in questo assunto il fulcro del World Tourism Event (WTE), l’appuntamento di riferimento internazionale dedicato alla promozione dei territori d’eccellenza e del turismo culturale. All’interno del Palazzo del Monte Frumentario di Assisi, il territorio della provincia di Rieti e la comunità di Amatrice si sono imposti come interpreti di un modello straordinario di rigenerazione territoriale. La sfida della ricostruzione materiale si fonde così con un progetto programmatico di accoglienza rurale e sostenibile, capace di catturare l’attenzione dei grandi operatori esteri del settore.

La sinergia territoriale e l’impulso manageriale alla serata d’apertura

A testimonianza della compattezza del territorio, la delegazione di Amatrice è stata guidata dall’ARAM (Associazione Ristoratori e Albergatori di Amatrice), presente con il presidente Giovanni Apa e le vicepresidenti Chiara Buffa e Simona Bucci. L’azione della rappresentanza imprenditoriale ha operato in perfetta convergenza istituzionale con il Sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, e con il Comune di Rieti, rappresentato ufficialmente dalla vicesindaca e assessora al Turismo Chiara Mestichelli.

In questo quadro di rilancio programmatico, un ruolo di cruciale spessore è stato rivestito dal contributo fondamentale di Flaminia Santarelli, ambasciatrice ARAM e socia onoraria dell’associazione. Con radicato entusiasmo e riconosciuta levatura professionale, l’ambasciatrice si adopera da tempo per lo sviluppo integrato del territorio, fungendo da vero e proprio collante strategico tra le potenzialità culturali locali e i circuiti turistici internazionali.

Il debutto della delegazione e il primo decisivo confronto con i buyer si sono consumati durante la suggestiva cena inaugurale dal titolo “I sapori della tradizione dal Reatino e da Amatrice”, ospitata presso il ristorante Il Poggio degli Ulivi a Bettona (Assisi). L’evento culinario, concepito come un autentico manifesto geopolitico del gusto, ha visto l’alto patronato formativo degli allievi dell’Istituto Alberghiero IPSSEOA “R.A. Costaggini” di Rieti. Gli studenti hanno curato l’interpretazione gastronomica delle materie prime locali, dimostrando come la formazione professionale costituisca il pilastro infrastrutturale su cui edificare il futuro economico della Valle Santa.

Il turismo lento come motore di rinascita economica

Per i professionisti del comparto presenti ad Assisi, la proposta reatina intercetta le più profonde istanze del viaggiatore contemporaneo, orientato verso un’esperienza etica e ad alta densità emotiva. In un contesto in cui le ferite del tessuto urbano richiedono ancora tempo e cura, il turismo lento si configura come il vero motore propulsivo del rilancio. L’immutata maestosità naturalistica dei Monti della Laga, i laghi d’alta quota e le antiche direttrici dei cammini francescani offrono un ecosistema intatto, ideale per la strutturazione di un turismo attivo e rigenerativo capace di destagionalizzare i flussi. Proprio la centralità spirituale dell’area è stata ribadita nel corso dei lavori dal panel istituzionale incentrato sul cuore francescano del Reatino, svoltosi nella seconda giornata del Salone.

Dalla transumanza all’Amatriciana: la filogenesi di un’icona mondiale

Il cuore dell’esposizione culturale al WTE ha riguardato la salvaguardia del patrimonio immateriale, storicamente legato alla transumanza. Questa secolare migrazione stagionale delle greggi lungo i tratturi dell’Italia centrale, oggi tutelata dall’UNESCO, non ha rappresentato una semplice pratica pastorale, bensì una fondamentale direttrice di scambio culturale ed economico. Proprio lungo le rotte della transumanza si colloca la transizione filologica dalla gricia all’Amatriciana. All’originario e frugale condimento bianco dei pastori, composto da guanciale e pecorino, si unì l’influenza storica della dinastia dei Borbone. Sotto il Regno delle Due Sicilie, di cui Amatrice faceva parte, la diffusione della coltivazione del pomodoro importato dalle Americhe portò all’intuizione settecentesca di arricchire la ricetta tradizionale. La successiva migrazione dei pastori verso il litorale laziale e i mercati romani ha infine consacrato il piatto a livello internazionale, trasformando un pasto della transumanza in un’icona culturale globale oggi tutelata dal marchio europeo STG.

Un manifesto di speranza per il mercato turistico globale

Il messaggio consegnato dal reatino al mercato globale del turismo supera i confini dell’economia di settore, ponendosi come un manifesto etico sulla salvaguardia delle tradizioni e delle identità locali. Sostenere attivamente Amatrice e Rieti nel loro cammino strategico significa partecipare a un processo storico di rinascita collettiva. Attraverso la riscoperta di sentieri storici e sapori millenari, il territorio ribadisce una verità universale: la pietra può cedere alle avversità della natura, ma l’anima e l’eredità culturale di un popolo rimangono salde e intangibili.

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