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Sisma 10: l’analisi sociale ed economica a dieci anni dal terremoto del Centro Italia

La ricerca sociale a dieci anni dal sisma

Quella di Roma del 27 ottobre scorso è la prima di una serie di presentazioni di una ricerca sociale realizzata dal Centro Studi Ecologie del post-terremoto a partire dal 2017. Tre dei ricercatori che hanno costruito e realizzato il progetto – Giulio Breglia, Veronica Macchiavelli e Davide Olori – hanno presentato il lavoro nell’ambito dell’iniziativa “Sisma Centro Italia 10 anni dopo” della CGIL.

Nell’introduzione, Laura Mariani (CGIL nazionale) ha evidenziato come l’attuale narrazione dei successi nella ricostruzione corrisponda solo parzialmente alla realtà, poiché la mancanza di politiche abitative e sociali stabili e costanti ha reso la notevole entità dei finanziamenti erogati insufficiente per risolvere le difficoltà in cui il cratere versa ormai da oltre dieci anni, rimarcando inoltre la necessità che la scelta di restare o stabilirsi nelle aree interne sia fatta con consapevolezza e sulla base di garanzie per una vita dignitosa e in sicurezza.

Davide Olori: ricerca sul campo, dati e disuguaglianze

Il sociologo Davide Olori, ricercatore presso il Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna e tra i fondatori del progetto di ricerca post-sisma in Appennino centrale “Emidio Di Treviri”, ha definito questo come il primo e unico lavoro di ricerca sociale dal 2016, dato che evidenzia il disinteresse della struttura commissariale, almeno fino al 2020, rispetto alle conseguenze sociali del disastro e della tempistica della ricostruzione. La sua premessa consiste nel definire l’opera non come una fotografia della situazione a dieci anni dal sisma, bensì come la sintesi di un lavoro di attivismo, ricerca sul campo e relazioni costruite nel territorio con cinquecento persone, utile a comprendere quali fossero le reali esigenze e i punti di vista degli abitanti, finora non sufficientemente ascoltati.

La ricerca ha innanzitutto evidenziato la mancanza di banche dati accessibili, che ha privato i cittadini di informazioni fondamentali per le proprie necessità e istanze, ostacolando al contempo la ricerca scientifica, il lavoro predittivo sui rischi e gli studi su vulnerabilità, effetti degli interventi pubblici e individuazione delle disuguaglianze sociali; il modello Open Data, che aveva dato buoni risultati nel cratere aquilano dopo il 2009, non è stato infatti applicato nel cratere 2016. L’indagine ha inoltre mostrato come il tema della ricostruzione abbia finora coinvolto principalmente tecnici, sebbene i bisogni sociali generati dal disastro fossero subito apparsi evidenti nella loro gravità.

Le ricerche sul campo e l’analisi delle fonti disponibili hanno evidenziato come primo risultato il dato inequivocabile dello spopolamento che, comparato ad altre aree interne con le medesime caratteristiche, è risultato molto più sfavorevole, riscontrando lo stesso esito negativo anche per la desertificazione scolastica e l’invecchiamento della popolazione, mentre i dati più rilevanti riguardano la crescita delle disuguaglianze, soprattutto nel periodo 2021-2024, e la rinuncia alla ricostruzione in ambito privato.

La vita nelle SAE e il futuro abitativo

Veronica Macchiavelli, sociologa e ricercatrice presso l’Università di Firenze, anch’essa nel collettivo “Emidio Di Treviri”, si occupa di ricerca in ambito di governance post-sisma, spopolamento delle aree colpite e gestione dei fondi pubblici: il suo lavoro all’interno del progetto si è svolto presso i villaggi SAE e ha portato alla realizzazione di una fotografia delle condizioni di chi vive ancora nelle abitazioni provvisorie subendo gli effetti della lentezza della ricostruzione.

Dai dati emersi risulta che molti abitanti non hanno contratto di lavoro né pensione (17%) e non possiedono un immobile di proprietà (20%), condizione che impedisce loro di immaginare un futuro oltre e dopo le SAE, mentre i dati raccolti sull’occupazione femminile mostrano che la maggior parte delle donne non possiede un contratto di lavoro o un’occupazione fissa (82%), evidenziando quali siano i comparti di occupazione prevalenti (alloggi e ristorazione), le disuguaglianze di genere nelle retribuzioni e negli orari e la discontinuità nel pagamento dei salari. Tra gli intervistati, molti riferiscono condizioni di vita e risorse insufficienti e in peggioramento rispetto al pre-sisma, scarsità di tutele professionali, isolamento acuito dalla diminuzione di risorse economiche e dalla dipendenza dall’automobile, oltre a difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

Il futuro abitativo non porta a immaginare altre possibilità se non quella di restare nelle SAE, abitazioni pur realizzate con materiali scadenti e ad altissimo impatto eco-ambientale, mentre i rapporti di vicinato si sono rivelati una risorsa talmente importante da indurre talvolta alla rinuncia al rientro nelle proprie case ricostruite.

Giulio Breglia: finanziamenti, sviluppo e occupazione

Giulio Breglia, ricercatore a tempo determinato in Economia Applicata con formazione in Economia e Storia economica e un dottorato di ricerca in Studi Urbani e Scienze Regionali presso il Gran Sasso Science Institute, che già in passato ha analizzato gli impatti socio-economici del terremoto dell’Aquila del 2009 con particolare attenzione ai mercati del lavoro e dell’abitazione, ha spiegato che l’analisi del flusso dei finanziamenti ha evidenziato ancora una volta enormi problemi nel reperimento dei dati e che la ricostruzione della mappa delle risorse erogate è stata possibile grazie alla Fondazione Di Vittorio e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il dato sul finanziamento pro capite, pari a oltre 6.500 euro in media nelle quattro regioni, ha fornito la misura dell’entità dei flussi (erogati per circa un terzo da Next Appennino), con un’analisi che ha seguito due direttive riportando il totale di 537 milioni per comune per le opere infrastrutturali e di 437 milioni per ripresa e sviluppo, senza tuttavia ottenere alcun effetto sull’occupazione.

Le iniziative per incrementare il turismo, oltre ai settori di ristorazione e ricettività, hanno riguardato infrastrutture non realmente destinate agli abitanti colpiti dal disastro (come piste ciclabili e sciovie), impedendo di fatto una crescita stabile e costante delle attività turistiche. Confrontando i dati relativi ai comuni lontani dai grandi centri nel cratere con quelli del resto d’Italia, si è evidenziato come al di fuori dell’area colpita si sia avuta una crescita da due a tre volte maggiore a fronte di investimenti inferiori rispetto a quelli impiegati nel cratere, dimostrando che il turismo non è una panacea per i mali post-disastro, soprattutto a causa dei bassi salari.

La manifattura resta indietro rispetto ad altre zone dove la crescita è superiore di due o tre volte con minor impiego di risorse, mentre il comparto edile, che avrebbe potuto generare più occupazione, produce in realtà incertezza sul futuro delle imprese al termine della ricostruzione; nel commercio si registra una crescita solo nei comuni capoluogo ma non nei paesi, dove si constata il deserto commerciale, rendendo il tema del lavoro il maggiore ostacolo alla permanenza sul territorio per ogni fascia di età.

Il lavoro e il futuro dei territori del cratere

A margine della presentazione si sono tenuti gli interventi dei rappresentanti sindacali regionali: Federica Benedetti (Abruzzo e Molise), Gianni Fiorucci (Umbria), Fabrizio Potetti (Roma e Lazio) e Giuseppe Santarelli (segretario generale CGIL Marche): in molti hanno evidenziato come i territori siano potenzialmente capaci di generare equilibrio e di contare sulle proprie risorse, ponendo l’accento sugli effetti negativi di un turismo estrattivo che non rilascia ricchezza stabile al territorio, mentre Santarelli ha richiamato l’attenzione sugli ultimi sviluppi delle indagini riguardanti il sistema corruttivo legato alla ricostruzione post-sisma 2016 e agli appalti pubblici nelle Marche, chiedendo con forza la creazione di una barriera insuperabile contro la precarietà e le infiltrazioni criminali nei territori colpiti.

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