ASD Leonessa Calcio, un inno all’appartenenza. L’allenatore: “Questa squadra è una scintilla emotiva”
Dopo anni di attesa torna il calcio a undici a Leonessa. Il tecnico Leonardo Pagano racconta il nuovo progetto, costruito quasi interamente con ragazzi del paese
A Leonessa è una giornata soleggiata di agosto. Fa caldo, ma non troppo per lasciare vuoto il Centro Sportivo Vania Massari: dopo anni di attesa, finalmente, lì c’è una squadra che si allena. Si tratta dell’ASD Leonessa Calcio, neonata società del noto paese immerso tra il reatino e l’inizio dei confini umbri. I ragazzi corrono, si passano la palla, giocano a calcio. E, cosa più importante, si divertono, in attesa del via. A raccontare a Matrù i retroscena del nuovo inizio è stato Leonardo Pagano, allenatore designato dalla società per portare avanti questo progetto. A cui non manca di certo l’affetto dei tifosi.
Ci racconta di lei?
“Sono Leonardo Pagano, nato in Puglia, a San Severo, nel 1984. Mi sono trasferito a Leonessa successivamente, sono qui da una vita. Prima ho vissuto a Norcia, poi sono arrivato in questo paese e ormai sono leonessano. Da quest’anno sarò il mister di questa squadra, l’ASD Leonessa, che è stata ricreata da poco”.
Esisteva già?
“Diciamo che il Leonessa porta con sé una storia importante. Ho giocato qui, siamo arrivati anche alla Promozione, dove siamo rimasti per diversi anni ottenendo bei risultati. Era un peccato non avere più una squadra…”.
E le persone del paese che cosa ne pensano?
“C’è entusiasmo tra i tifosi, ci incontrano e ci dicono che verranno a vedere le nostre partite! Oppure, ci dicono che sono contenti, chiedono chi c’è nella squadra. La cosa bella è che i nostri giocatori sono quasi tutti di Leonessa. C’è un ragazzo di Roma che è più leonessano degli altri!”.
Lei ha avuto quindi altre esperienze nel calcio.
“Ho iniziato a giocare a cinque anni. Ho giocato a Norcia, poi a Campello sul Clitunno. Il Leonessa è arrivato quando avevo sedici anni, coi primi campionati di Prima Categoria. Ho giocato anche col Velinia, col Cantalice, col Grotti, tra Prima e Seconda Categoria. Durante le mie esperienze vissute con altre squadre, ho sempre risposto presente quando si è cercato di ricostruire il Leonessa, per dare il mio contributo; ma dopo qualche anno i progetti terminavano, per mancanza di giocatori o per altre problematiche. Alla fine sono tornato al Velina fino all’infortunio che mi ha fatto smettere con il calcio giocato. Due anni fa il Leonessa Futsal (calcio a cinque, ndr) mi ha proposto di fare il mister dei pulcini”.
Che esigenza c’è dietro a questa rinascita del Leonessa?
“Le componenti che hanno spinto la società a ricreare questa squadra sono l’amore per Leonessa e la passione per il calcio. Quando i ragazzi mi hanno parlato, volevano fare qualcosa per il paese. Non era possibile vedere Leonessa senza una squadra di calcio a undici e questo è uno dei motivi che mi hanno portato qui. Ho visto l’entusiasmo dei ragazzi: parli con tutti e vedi la gioia negli occhi, la voglia di accettare il progetto. E quando me l’hanno proposta, appunto, ho visto praticamente solo ragazzi del posto. Così è più bello, c’è l’aria di poter fare qualcosa per questo paese. Si tratta di una scintilla emotiva”.
Vi allenate al Centro Sportivo Vania Massari, circondati da un paesaggio suggestivo…
“Era un peccato che questa fantastica struttura fosse inutilizzata, un dispiacere. Non era bello agli occhi di chi ha la passione per il calcio”.
Sulla preparazione?
“A inizio agosto ho organizzato piccoli raduni una volta a settimana, la domenica. C’è gente che è alla prima esperienza nel mondo del calcio, dovevamo settarci, anche per i ruoli. Oggi siamo intorno ai ventisei. Una volta, i tifosi hanno assistito a uno di questi allenamenti. Poi abbiamo fatto un paio di amichevoli per vedere le risposte tattiche e capire da dove partire. Prima abbiamo affrontato una rappresentativa di Monteleone di Spoleto, composta da ragazzi villeggianti, finita 2-2. Una bella giornata di sport e una sfida in cui i ragazzi sono stati composti. Dopodiché, abbiamo giocato contro lo Steadfast, squadra che milita nel secondo livello del campionato professionistico del Ghana. Erano anche loro a Monteleone di Spoleto, per il ritiro estivo, e hanno chiesto una squadra per un’amichevole. Andavano a tremila! È finita 4-0 per loro: un risultato abbastanza buono per noi, un match in cui tatticamente siamo andati bene, senza risparmiarci. La preparazione vera e propria inizia il 4 settembre”.
E la squadra?
“Qualcuno ha confermato le mie aspettative su di lui, qualcun altro invece mi ha sorpreso in positivo. Non credevo che alcuni potessero ricoprire determinati ruoli in campo, questo sarà un valore aggiunto. Ci sono tanti ragazzi che hanno del potenziale”.
Avete in mente una presentazione ai tifosi?
“Ad oggi non è ancora stata fatta una presentazione, non so se la società ha in mente qualche sorpresa”.
Da dove ripartirete?
“Ripartiamo dalla Terza Categoria. Ho visto già qualche squadra, forse affronteremo il Cittareale. L’anno scorso c’erano la Maglianese e il Mentana. Io non guardo troppo le avversarie, guardo noi. Vogliamo costruire il gruppo e su questo siamo avanti: il nostro è un gruppo di amici, che esce insieme al di là del calcio. Poi a livello calcistico bisogna lavorare”.
Ha dei ringraziamenti da fare?
“Ringrazio la società, il presidente, tutti per aver pensato a me per questo ruolo. Spero di raggiugere coi ragazzi obiettivi importanti. Il primo è ripartire. Calcisticamente vediamo. Cercherò di proporre un calcio propositivo, non dobbiamo assolutamente giocare con la paura. Serve un calcio divertente e cercheremo di vincere il più possibile. A chi non conosce il Leonessa, dico di venire a vederci perché la squadra ha bisogno di supporto, dalla gente del paese e di chi viene da fuori. Aspettiamo tutti. Poi vediamo! Cercheremo di farvi divertire. Forza Leonessa!”.
