Tre luoghi dove guardare le stelle
Guida al cielo notturno sui Monti della Laga sul versante di Amatrice
Il buio assoluto da qualche anno è più facile da trovare, quella cupa luminosità notturna che ti può far riempire gli occhi di Via Lattea.
Un appuntamento al Sacro Cuore fino alle prime luci dell’alba, le notti d’estate a Macchie piane o le escursioni notturne a Cardito sono le occasioni perfette per ammirare la vastità dei Mondi là fuori, oltre il nostro.
Raggiungibili in automobile, sono tutte e tre destinazioni da copertina, ma nel senso che bisogna portarsela perché anche nella più torrida delle estati che ci aspettano, è sempre piacevole avvolgersi in una coperta ad aspettare le stelle cadenti.
Macchie Piane
Da frazione Sommati si percorre la comoda strada asfaltata per arrivare a Pizzo di Sevo, ma ci si ferma subito a quello che normalmente sarebbe il parcheggio per gli escursionisti e in realtà è uno dei punti di osservazione dei cieli notturni più suggestivi possibili.
Sacro Cuore
Da frazione Capricchia si sale verso le montagne e si parcheggia dove la strada si apre o a ridosso della “piramide” in cemento di Padre Adolfo Catena.
Da qui fino all’ultimo raggio di sole che incendia l’orizzonte, si può ammirare la conca amatriciana con le sue frazioni, i campi, i boschi e i vuoti nei quali indovinare il passaggio dei corsi d’acqua.
Quando scende la notte e l’aria diventa più leggera, Venere è la prima sorgente di luce riflessa a comparire e una dopo l’altra si accendono la luna e le stelle fino ad infuocare l’oscurità dello spazio e del tempo.
Cardito
Da frazione Cornillo nuovo di prosegue fino a non vedere più alcuna luce né dal versante del Lazio e né da quello dell’Abruzzo. Cardito è quello spazio tra la civiltà e il selvaggio dove la Via Lattea sembra squarciare a metà il cielo.
Prima che la nostra, il cielo notturno e le sue storie sono state la compagnia di pastori, cani, pecore e viaggiatori che attraversavano i passi appenninici.
Storie di animali, uomini e dei.
