Sogni, coppe e campioni: il campetto di Sommati che è diventato casa

Sogni, coppe e campioni: il campetto di Sommati tra sport, memoria e comunità

Il campetto del cuore lo hanno o lo hanno avuto quasi tutti. È quel rettangolo che nei freschi pomeriggi estivi si riempie di ragazzi e ragazze, di gente che gioca e di gente che tifa. E che regala attimi di spensieratezza a chi è arrivato lì, su quel manto verde, proprio per questo: per regalarsi una giornata come le altre, eppure fatta di sfumature diverse. Lo si percepisce dalle parole ai fatti; dalle battute, dalle canzoni che escono dalla cassa che ha portato l’amico di turno, dai gesti tecnici di chi è in campo. E il campetto di Sommati, per chi ha vissuto il post-terremoto cercando di ritrovare quegli attimi di serenità, è stato questo (e tanto altro) per bambini, adolescenti e adulti.

Il campetto di Sommati nel cuore del post-terremoto di Amatrice

Da una parte la Chiesa di Sant’Egidio, rafforzata dalle impalcature dopo il sisma per evitare ulteriori crolli; dall’altra una distesa verde per mucche e cavalli. Al centro, quel luogo diventato quasi sacro, epico, nel tempo. Alcune giostre per i più piccoli, un campo da basket, uno per giocare a calcio e una rete per la pallavolo. Con quel tipo di divertimento è cresciuto chi ora ha preso altre strade e ogni tanto torna lì, col nodo in gola e un po’ di rimpianti. Quelli legati a un gol divorato, a un punto non fatto. Ma col cuore colmo di gioia: perché giocare a Sommati, nel tempo che è trascorso, non ha raffigurato un atto fine a se stesso. Dietro ci sono storie.

Un luogo di sport, amicizia e memoria

Storie di chi viene dalla città, di chi trova nel verde del campetto un posto sicuro, di chi è cresciuto prima del tempo, di chi ha trovato in quei pomeriggi conforto e nuovi amici, oltre a nuove strade. Di chi si sentiva un campione solamente mettendo piede in campo e cercava di dare il fritto. Il patrimonio, d’altronde, è anche questo. Un tesoro da tutelare, nel segno dei bei ricordi. Ma oggi il verde delimitato dalla recinzione non è vuoto. L’estate si ripopola, tornano la bella stagione e i bei sorrisi dei giovani innamorati dell’idea della vita. Che è anche questo. Soprattutto questo.

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