Il Presidente Mattarella inaugura l’anno scolastico ad Amatrice
La visita del Capo dello Stato restituisce voce all’impegno silenzioso di famiglie, docenti e ragazzi di questa terra
Ci sono luoghi dove il tempo non si misura con lo scorrere ordinario delle stagioni, ma con il ritmo lungo, talvolta estenuante, della ricostruzione. A dieci anni da quella notte d’estate che spezzò la terra e le vite, Amatrice non è soltanto il ricordo di ciò che è stato inghiottito dalla polvere, ma la testimonianza ostinata di chi ha scelto di rimanere. In questo scenario sospeso, dove il passo della burocrazia e le promesse disattese della politica hanno spesso lasciato spazio alla solitudine e alla frustrazione delle famiglie, si erge un presidio di vita che non ha mai smesso di battere: la scuola.
Quando la terra tremò nell’agosto del 2016, spazzando via lo storico istituto Romolo Capranica insieme all’intero tessuto urbano, la minaccia più grande fu lo spopolamento definitivo. Fu allora che la solidarietà concreta compì il primo miracolo civile: in un pugno di giorni, grazie alla straordinaria reattività della Provincia Autonoma di Trento e della sua Protezione Civile, un edificio scolastico provvisorio nacque dal nulla. Quel gesto tempestivo consentì ai ragazzi di tornare sui banchi già a settembre, rispettando il calendario scolastico ed evitando che le famiglie abbandonassero la propria terra.
La storia di questa rinascita ha poi trovato stabilità grazie alla generosità del mondo privato e automobilistico: Ferrari destinò ingenti risorse, ricavate tra l’altro dall’asta benefica di un esemplare unico di veicolo, alla costruzione del polo definitivo. Inaugurato nel novembre 2019 e intitolato alla memoria di Sergio Marchionne, il plesso adagiato nella frazione di San Cipriano è oggi una roccaforte di dignità. Un campus moderno e sicuro che raccoglie l’intero percorso formativo, dall’infanzia agli studi superiori con convitto annesso, permettendo ai giovani di abbandonare definitivamente i moduli emergenziali per riappropriarsi di uno spazio di crescita stabile e proiettato al domani.
Dettagli, luoghi e programmazione della cerimonia
È in questa cornice densa di significati che si inserisce la 26ª edizione di “Tutti a Scuola”, l’evento ufficiale d’inaugurazione dell’anno scolastico in programma lunedì 21 settembre 2026.
- I Luoghi: Il cortile ed i piazzali esterni dell’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, nella frazione San Cipriano ad Amatrice (RI).
- Gli Orari e la Diretta: L’avvio delle celebrazioni è previsto per le ore 16:30, con la diretta televisiva ad ampia diffusione nazionale su Rai 1. Alle ore 17:00 giungeranno sul posto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
- I Protagonisti: La manifestazione vedrà alternarsi sul palco le esibizioni preparate dai ragazzi di Amatrice e le performance portate dalle delegazioni studentesche giunte da tutte le regioni d’Italia, affiancate dalle autorità regionali della Regione Lazio, dal sindaco di Amatrice e da volti noti del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport.
Oltre il rito: il valore istituzionale del Presidente
La presenza di Sergio Mattarella tra le montagne reatine supera di gran lunga la forma e la grammatica del rito protocollare. Scegliere Amatrice per l’avvio dell’anno scolastico significa compiere un gesto dal profondo significato politico e civile: il riconoscimento solenne di una comunità che, lontano dai riflettori e nel silenzio quotidiano, lavora con orgoglio e operosa tenacia per gettare le fondamenta del proprio futuro.
Troppo spesso la narrazione pubblica si arresta alla superficie della devastazione o alle risposte mancate da parte delle istituzioni centrali, tralasciando di raccontare la dignità di chi si rimbocca le maniche ogni giorno senza clamore. La visita del Capo dello Stato restituisce voce proprio a questa storia non raccontata: l’impegno silenzioso di famiglie, docenti e ragazzi che dimostrano come la ricostruzione reale passi prima di tutto attraverso la tenuta umana e la trasmissione del sapere. Mattarella non viene soltanto a presenziare a un rito, ma a testimoniare che la Repubblica riconosce in questa resistenza quotidiana il cuore più autentico e vitale del Paese e di questo ne siamo molto orgogliosi.
