L’angelo custode di San Francesco di Amatrice

Il tempo della memoria

L’ANGELO CUSTODE DI SAN FRANCESCO DI AMATRICE

Non ti conosco, ma ti ringrazio

di Marco Buonasorte Moriconi

Amatrice, 23 agosto 2016

C’è un signore brizzolato che sta passeggiando tra i vicoli di Amatrice: ha appena attraversato una parte di Corso Umberto I e ha cominciato a percorrere Via Madonna della Porta.

Il signore in questione si chiama Mauro: è un turista appassionato di fotografia che si trova in vacanza ad Amatrice.

Mauro passeggia tra i vicoli di uno dei borghi più belli d’Italia e, dopo qualche metro di percorrenza in Via Madonna della Porta, incrocia lo sguardo con la chiesa di San Francesco di Amatrice: una struttura edificata nel basso medioevo, ma non è questo che colpisce la sua attenzione…

Il bambino accanto a San Francesco

Mauro è attratto da un ragazzino di circa dieci anni, il quale è seduto sulla fiancata settentrionale di San Francesco, ha lo sguardo innocente di un bambino che crede nel bene di questo mondo ma, allo stesso tempo, sembra sapere che sta per accadere qualcosa di importante, qualcosa che sta per cambiare la vita di molte persone…

Mauro vorrebbe chiedere a quel bambino come si chiama, ma non se la sente: piuttosto pensa che il suo sguardo possa rappresentare di più di quanto possa fare qualsiasi frase o qualsiasi descrizione; quindi, decide di immortalarlo…

Qualche ora dopo, cerca un albergo per dormire: si è innamorato di Amatrice, vorrebbe restare almeno un altro giorno. Tenta di prenotare all’hotel Roma, ma è tutto pieno. A malincuore, dopo diversi tentativi senza esito, decide di ripartire. E così si salva: quando arriva la grande scossa, nella notte, lui è già da qualche ora sulla strada di casa.

Una fotografia nell’ultimo giorno di Amatrice

Questa storia fa riflettere su almeno due aspetti: cosa ha in serbo la vita per noi e cosa possiamo fare di buono per le generazioni future.

Mauro, il 23 agosto 2016, ha fotografato alcuni scorci di Amatrice nel suo ultimo giorno di vita, mentre quel bambino che ha immortalato – e che nessuno ha riconosciuto in questi dieci anni – sembra aver protetto l’unica parete di San Francesco rimasta in piedi.

Ragazzo mio, non ti conosco, ma ti ringrazio: ti ringrazio perché sei stato l’angelo custode di una nostra chiesa; hai preservato una parte di quella struttura, alla quale siamo molto legati.

Non so come ti chiami, ma nel mio cuore sarai sempre Francesco, e l’angelo custode di una delle nostre tante chiese…

Grazie Mauro, per aver fissato Amatrice nell’ultimo giorno.

E grazie “Francesco”, perché sei il testimone di uno squarcio di storia della nostra comunità durante “il tempo di pace” e il tuo volto sarà per sempre il simbolo di un piccolo grande miracolo: una parete in elevato, quando tutto il resto cadeva giù.

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