Il plastico di Amatrice, da Costantino Fontanella a Google Street View
Salvaguardia della memoria in tempi non sospetti
Chi ha nostalgia della città o vuole scoprire come fosse prima degli eventi sismici, può far visita al plastico custodito all’interno del Museo Civico “Floriana Svizzeretto” nella struttura realizzata grazie all’intervento di Enrico Brignano.
Non è proprio Amatrice come ce la ricordiamo, ha qualcosa di diverso: non ci sono le attività commerciali, i giardini pubblici, il palazzetto dello sport; è come sarebbe apparsa ai cittadini e ai visitatori alla fine dell”800, in quel “periodo d’oro” del quale si parla sempre in materia di transumanza, di folklore, di viaggio e di scoperta da parte degli artisti e dei primi fotografi.
Dai rilievi urbanistici a Google Street View
Come accadde per il videogioco “Assassin’s Creed”, grazie ai cui rilievi per progettare virtualmente le città reali delle ambientazioni è stato possibile contribuire alla ricostruzione e al restauro di Notre Dame dopo l’incendio che l’ha devastata, un team di studenti di architettura guidati dal Prof. Alessandro Viscogliosi, fieramente amatriciano d’origine e docente alla Sapienza, aveva già cominciato lo studio urbanistico della città anni prima.
Si era basato su documenti dei primissimi del ‘900 e degli anni ’70, quando Amatrice venne investita da un altro terremoto molto meno devastante, ma anche con Google Street View e i rilievi sul posto con strumentazioni scientifiche. Non ultimi, sono stati consultati gli architetti storici del territorio, ormai iconici, Brunella Fratoddi e Giulio Aniballi, per un quadro completo della situazione urbanistica.
Il plastico 3D di Amatrice e la memoria della città
Grazie a questo studio promosso da Paola Santarelli, presidente della Fondazione Santarelli, che ha reso possibile anche la realizzazione del plastico e pubblicazioni scientifico-divulgative sul territorio subito dopo il sisma, oggi abbiamo la nostra Amatrice 3D estremamente particolareggiata.
Sono riconoscibili tutti i maggiori punti di riferimento della città: le chiese, i palazzi storici, il chiostro di San Francesco, la Torre Civica e le torri campanarie, tutto riprodotto nei minimi dettagli, pietra dopo pietra, con anche gli alberi, i cari sampietrini, le porte della città e le fontane.
Le opere di Costantino Fontanella
Attorno al plastico un’altra pietra miliare, in tutti i sensi, della memoria materiale di Amatrice monumentale, le opere del laboratorio del maestro Costantino Fontanella, padre del compianto Sindaco Tonino.
Fontanella senior, l’artista, aveva una grande passione oltre che una grande maestria e quando era più giovane andava sui Monti della Laga ad estrarre personalmente le più belle e perfette lastre di arenaria locale per trasformarle in mattoncini, come fossero “lego” per tramutarli nel più suggestivo modellismo, quello della memoria dei luoghi del cuore e dei simboli della sua città.
Il Museo Civico “Floriana Svizzeretto” e la memoria di Amatrice
Il plastico e le opere di Costantino Fontanella accolgono il visitatore e abbracciano gli amatriciani quando vengono a vederlo nella sua attuale collocazione che ci permette di ricordare un’altra personalità, una donna che amava tanto Amatrice, Floriana Svizzeretto, alla cui memoria il Museo Civico è dedicato.
Il percorso espositivo del nuovo museo è organizzato attorno al plastico per una contestualizzazione ideale delle opere, ognuna al proprio posto, così come sarebbe dovuto essere. Per permettere al visitatore di immaginare di passeggiare ad Amatrice e di visitare i luoghi nei quali quelle ricchezze artistiche hanno preso vita nel loro tempo ed erano custodite.

