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Il castagnaccio, il dolce-non-dolce dell’autunno

La ricetta tradizionale che ti fa uscire di casa per prepararla

Per cucinare il castagnaccio bisogna procurarsi le castagne e si potrebbero anche acquistare, ma dove sarebbe il divertimento?

Andarsele a raccogliere da soli facendo una rilassante passeggiata nei fruttuosi boschi dei Monti della Laga fa parte dell’esperienza che inizia con un piede fuori l’uscio di casa e finisce sfornando una teglia fumante dal forno.

Dai boschi d’autunno alla cucina

I boschi d’autunno offrono lo spettacolo senza tempo, lo stesso che ammiravano i nostri antenati e, bisogna ammetterlo, non sappiamo ancora per quanto i nostri discendenti potranno goderselo.

Nel frattempo possiamo ancora riconoscere le sfumature caratteristiche delle foglie di ogni specie e la loro forma ci aiuterà a capire sotto quale albero andare a castagne.

Ad Accumoli c’è una speciale tipologia di castagne, il marrone di Cassino, puoi scoprire la sua storia e quanto importante sia per il territorio, consultando questo articolo Il marrone di Cassino – Matrù web.

La ricetta è molto semplice ed è tipica del centro Italia, soprattutto di Toscana, Lazio e Umbria, dove i boschi sono impenetrabili e dove anche le piccole città e le loro frazioni ancora profumano di selvatico.

Caratteristico è l’utilizzo dell’olio extravergine d’oliva, molto raro e prezioso sui Monti della Laga poiché non si è mai prodotto e in passato veniva dalla Sabina o dai centri di distribuzione “vini e olii” a Roma, talvolta erogato anche come pagamento per prestazioni occasionali o barattato.

Un altro peculiare parametro è la quota di zucchero, molto bassa tenendo conto che si sta parlando di un dolce e in alcune versioni, quelle più antiche per veri esteti della preparazione, del tutto priva.

Ricetta per 6 persone golose

  • 500 gr di farina di castagne
  • 700 ml di acqua fredda
  • 100 gr di uvetta (“zibibbo” in dialetto amatriciano, ma derivato dall’arabo)
  • pinoli in superficie a sentimento
  • rosmarino fresco a piacere
  • olio extravergine d’oliva
  • un pizzico di sale

Il gusto dolciastro sta tutto nell’uvetta, quindi più ne verrà utilizzata e più sarà dolce; anche la farina di castagne è molto zuccherina e contribuirà alla piacevole dolcezza risultante.

La preparazione

  1. Preparare una pastella con acqua e farina di castagne, lasciar riposare 30 minuti
  2. Ammollare l’uvetta, poi strizzare
  3. Mescolare tutto, olio compreso, sempre a sentimento, tranne i pinoli e il rosmarino che verranno utilizzati per la decorazione
  4. Versare il composto semiliquido su una teglia ben oleata livellandolo e assicurandosi uno spessore di un paio di cm, decorare e condire con un goccio d’olio e qualche cristallo di sale fino
  5. Infornare a 180° per 40 minuti e lasciar raffreddare

Un’antica “barretta energetica”

Il castagnaccio è quasi una barretta energetica d’altri tempi con il suo apporto altamente calorico e per la presenza di carboidrati, grassi e proteine.

Si preparava velocemente e poteva essere conservato per qualche giorno, consumato freddo dentro o fuori casa, oppure stiepidito leggermente vicino al fuoco.

Alla ricetta base, per i più golosi, si può aggiungere ricotta, gherigli di noci tagliati grossolanamente, scaglie di cioccolato, cannella, cacao in polvere e chiaramente una quota di zucchero secondo il gusto personale.

Se non si ha a disposizione la farina di castagne si possono cuocere i frutti in acqua bollente per 20 minuti, sbucciarli e passarli finemente al passapatate e poi al setaccio, seguendo poi la ricetta quivi riportata, riducendo l’acqua fredda da 700 ml a 600 ml.

Credit photo Wikipedia

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