Il CAI di Amatrice presenta l’Orto Botanico “Andrea Tomei”
Gli ecosistemi della piana di Amatrice in 500 mq, stagione dopo stagione
Il CAI è una fondamentale realtà volontaria nazionale, imperniata sullo studio, la valorizzazione e la tutela delle montagne, delle specie animali e vegetali e delle comunità che le frequentano o, nel caso dei nostri Monti della Laga, alle cui pendici risiedono.
Per fare ciò ogni socio impegna il proprio tempo e mette a disposizione le competenze, per massimizzare il risultato.
In occasione dell’inaugurazione dell’Orto Botanico “Andrea Tomei” di Amatrice, la sezione locale CAI ha presentato al pubblico il lavoro durato anni: studio, raccolta, bonifica e costruzione, delle specie e degli spazi che oggi sono visitabili nel giardino alla destra della “Casa della Montagna”, in una porzione di 500 mq di quello che una volta era il giardino della scuola di Amatrice “Romolo Capranica”.
Rinascita, memoria e ricerca scientifica. Un orto botanico e le sue bellezze
“Non soltanto un’istituzione scientifica ed educativa, ma un significato anche di memoria e rinascita del territorio, perché stiamo costruendo qualcosa sulle nostre macerie” dice Giancarlo Tondi, botanico, ideatore e curatore del progetto al quale hanno partecipato Paolo Plini, Catia Clementi, il presidente Marco Salvetta, Lucia Lalli e Francesco Clemente.
Questo operare sulle nostre macerie non è un’espressione metaforica, è quanto è successo ed è stato un onorevole traguardo, ma anche un problema logistico poiché il terreno ha avuto bisogno di numerose lavorazioni per permettere la piantumazione e la crescita delle specie botaniche.
Sono state scelte specie a loro agio fino a 1250 metri – all’altezza di San Martino – per intenderci, specifica Giancarlo Tondi, quindi non più dei Monti della Laga, ma delle medie alture, degli ambienti antropizzati o non più tali, dove la natura sta riprendendo i suoi spazi.
Gli ecosistemi rappresentati nelle 9 aiuole dell’orto botanico
Sono stati illustrati i lavori di realizzazione e le difficoltà incontrate a partire dalla Convenzione stretta con il Comune di Amatrice e le prime operazioni dal 2022 fino al 2026. Il CAI ha utilizzato tutte le sue energie nella condivisione dell’esperienza tra i volontari che si sono prodigati ed è stato anche un enorme impegno economico che ha visto l’investimento di fondi interamente derivati dal 5×1000.
C’è stato bisogno di grande organizzazione e un’accurata progettazione perché non è facile unire in un orto botanico un numero di specie così ampio da poter rappresentare al meglio la piana amatriciana che sono circa un migliaio.
Sono stati individuati 7 steps operativi dalla “prima pietra”, passando per la raccolta delle specie in loco, fino alla realizzazione della cartellinazione e ai pannelli illustrativi.
Sono 9 le aiuole identificate che corrispondono a diversi ambienti: sottobosco, zone umide, il bosco di Cerro, il bosco ripariale (umido arboreo), la roccera, le piante officinali, prati e pascoli.
Le zone umide
Oltre a rappresentare una risorsa per le specie vegetali e per gli animali selvatici, è importante il loro inserimento nell’orto botanico non solo per una questione ecologica, ma anche antropologica.
Erano importanti per le comunità: potevano costituire riserve di acqua potabile, riserve irrigue, abbeveratoio per il bestiame e la selvaggina e una delle caratteristiche fondamentali è che i prati tipici di questo ambiente è che i prati sono estremamente ricchi e adeguati per lo sfalcio, permettendo di avere numerosi tagli nell’anno, quindi c’è una stretta relazione antropica tra la zona umida e la città o le frazioni.
Ambienti rupestri: la roccera
Nella roccera ci sono specie particolari poiché questo è un ambiente limite e possono resistere solo piante che hanno la capacità di ampliare il loro apparato radicale in maniera eccezionale per decine di centimetri, se non addirittura metri.
L’estrazione dal terreno di queste specie per la messa a dimora nell’aiuola della roccera è stato difficoltoso proprio per queste radici lunghe e ramificate; queste piante resistono moltissimo all’insolazione e sono dotate di una peluria particolare che riduce l’evaporazione dell’acqua, come succede per esempio con le stelle alpine.
Sulle rocce dei Monti della Laga crescono rigogliose anche alcune piante succulente che resistono alla siccità immagazzinando acqua nelle foglie ingrossate.
Il sottobosco, il bosco di cerro e il bosco ripariale
Il sottobosco nell’Orto Botanico di Amatrice è rappresentato in una lunga aiuola e in un grande ceppo sul quale sono state impiantate delle felci. Hanno bisogno di terreno profondo e di un clima fresco e umido, molto ombreggiato.
L’uomo ha sempre modificato l’aspetto dei boschi con il taglio e l’incendio, ma la natura si riprende sempre i suoi spazi e dopo l’abbandono dei terreni disboscati la natura ricostituisce il pattern dell’ambiente precedente. “Ricomincia” daccapo lo schema di quello che doveva essere quello specifico bosco con un primo attecchimento di specie arbustive molto spinose, resistenti all’azione degli animali e queste presenze permettono la crescita della piantine di latifoglie che andranno a popolare questo “nuovo vecchio” bosco.
I boschi di Cerro sono caratteristici della Laga e l’associazione di specie vegetali alla quale appartengono e con le quali questo ambiente viene costituito – Cerro (Quercus cerri) e l’orchidea selvatica Listesa maggiore (Listera ovata) – è stata individuata per la prima volta proprio qui e non è la sola scoperta eccezionale sulle nostre montagne tra flora e fauna.
Il bosco ripariale invece è una zona umida, vicino a pozze e corsi d’acqua, che sviluppa ampie porzioni in altezza poiché sono le specie arboree ad essere più rappresentative.
Prati e pascoli
La differenza è che il pascolo è la zona dove gli animali possono nutrirsi in maniera intensiva ed estensiva e le piante che si formano qui sono quelle che resistono al brucamento e al passaggio degli zoccoli del bestiame.
I prati invece hanno specie che resistono bene allo sfalcio, per esempio hanno steli meno coriacei e facilmente tagliabili; i prati falciabili sono sempre ricchi di fioriture e steli più teneri e sottili, mentre i pascoli sono ricchi di tenaci graminacee.
Piante officinali
È stato inteso come macrogruppo delle piante che hanno avuto un ruolo pratico nel territorio attraverso i secoli: piante che servono in medicina, per l’alimentazione, la cosmetica, la liquoristica e l’artigianato.
Una delle tematiche più amate e che destano più interesse, poiché appare evidente che quando una persona o una comunità trova un elemento identitario, automaticamente cresce l’interesse.
Al centro di laboratori, ricerca, momenti insieme e passaggio di nozioni tra generazioni diverse, che continuano ad abitare i Monti della Laga.
A giugno ci sarà l’inaugurazione della stagione delle visite, poiché sarà tutto fiorito e inverdito e sarà un piacere accogliere amici, cittadini e turisti nell’Orto Botanico, raccontando il progetto, le nostre montagne e portando avanti la memoria di Andrea Tomei.
Il CAI si impegna nella formazione dei giovani e dei docenti nel programma “a scuola con il CAI” e il prossimo livello del progetto “orto botanico” sarà la creazione di un laboratorio scientifico, campioni d’erbario, laboratorio cartografico. Il CAI non è soltanto alpinismo, c’è l escursionismo e quello giovanile, il ciclo escursionismo la tutela degli ambienti montani e soprattutto la cultura della montagna che nasce proprio con il CAI a livello nazionale.
La titolazione ad Andrea Tomei
Laureato all’Università della Tuscia il Conservazione e Restauro dell’Ambiente Forestale e Difesa del Suolo, è stato l’ispiratore del progetto dell’Orto Botanico di Amatrice.
Il suo amore per la natura e il suo ricordo sono stati il motore per sviluppare nuove iniziative scientifiche e didattiche nelle quali il CAI Amatrice è chiamato a coinvolgere la comunità e a renderla più attiva nella tutela e consapevole del far parte dei sistemi ecologici dei Monti della Laga.
Nel 2018 l”Università della Tuscia e il Dipartimento D.A.F.N.E. al quale Andrea apparteneva, insieme al CAI Amatrice, il CAI Lazio e la Commissione Regionale Tutela Ambienti Montani (T.A.M.), hanno ideato il Premio Laurea Magistrale dedicato ad Andrea Tomei per teli concernenti progetti ambientali e forestali.





