Coralmente insieme… per non dimenticare
La storia della rassegna raccontata da Giuliana Carloni e le voci dell’Hurlahoop Choir
Il 26 e 27 settembre ad Amatrice, presso l’Auditorio della Laga, si è tenuta la quarta edizione della rassegna “Coralmente insieme… per non dimenticare”: appuntamento musicale divenuto molto atteso per coristi e pubblico e occasione speciale per ricordare le vittime del sisma. L’incontro corale, promosso e organizzato dal Coro Città dell’Amatrice, ha suscitato la calorosa ed entusiasta reazione della popolazione convenuta, che ha potuto assistere alle esibizioni degli amatissimi cori locali assieme a quelle di alcune formazioni provenienti da Roma, altri comuni del Lazio e province marchigiane e abruzzesi, godendo di un repertorio d’insieme di grande varietà stilistica.
A cinque anni dalla prima edizione del 2022, Giuliana Carloni, componente storica del Coro Città dell’Amatrice, ci racconta la storia di questa rassegna così amata.
La storia di “Coralmente insieme”
Che storia ha il Coro Città dell’Amatrice?
Il coro Citta dell’Amatrice nato nel 2013 e fino al 2016 è stato impegnato soprattutto nella preparazione di concerti estivi. Dopo il sisma c’è stato un anno di sospensione dell’attività, ma già nel 2017 abbiamo ripreso le prove e abbiamo aggiunto alla ragione sociale il nome di Maria Teresa Carloni, musicista di Amatrice molto stimata, grande promotrice di eventi musicali e culturali, scomparsa proprio a causa del terremoto.
Come è nata la rassegna “Coralmente insieme”?
La rassegna è nata da un’idea di Federcori e la prima edizione si è tenuta nel 2022. Anche Federcori aveva un nome da ricordare, quello di Elisabetta Marcigliano, corista di Rimini che aveva organizzato una serie di eventi intitolati “Millevoci per Amatrice” grazie ai quali era riuscita a raccogliere fondi in tutta Italia e a donare 150.000 euro per la costruzione dell’Auditorium della Laga. Poiché Elisabetta è scomparsa pochi giorni prima dell’inaugurazione dell’auditorium, Federcori ha voluto dedicare a lei il primo memorial.
Come era strutturato questo primo evento?
La prima edizione si tenne concentrando le esibizioni di quindici cori in una sola giornata; questo ha creato un po’ di confusione e qualche difficoltà organizzativa, soprattutto per i trasporti dei coristi. Nel 2024, dopo un anno di pausa e ricordando le difficoltà logistiche della prima edizione, si è deciso di distribuire le performance su due giornate e questa modalità si è mantenuta finora. Abbiamo più tempo per conoscerci, per interagire e ascoltarci. Di solito l’evento si tiene in ottobre ma quest’anno, per esigenze della Proloco che ci sostiene molto, abbiamo anticipato alla fine di settembre.
Come avviene la selezione dei cori partecipanti?
Di solito, almeno finora, selezione è avvenuta grazie all’aiuto di Federcori ma sono stati importanti anche i contatti personali che nel tempo abbiamo coltivato; la Corale de L’Aquila è tra quelle presenti a ogni nostro evento. Mandiamo inviti e raccogliamo le disponibilità dei cori per strutturare il programma. Quest’anno più che mai abbiamo agito in autonomia per scegliere le formazioni e l’evento è ben riuscito. C’è stato un repertorio condiviso (Ave Verum e Signore delle Cime) che abbiamo eseguito tutti insieme il sabato. La domenica mattina abbiamo eseguito Amatrice nel cuore, brano composto dalla direttrice Gabriella Costanza, che ha portato in questa rassegna tre suoi cori. Il brano era uscito il 24 agosto in occasione del decennale, lo abbiamo studiato tutti in modo da poterlo eseguire insieme ed è stato un momento molto commovente.
Le voci dell’Hurlahoop Choir
Tra le formazioni invitate, abbiamo avuto occasione di conoscere l’Hurlahoop Choir di Roma, coro polifonico diretto da Alice Pelle che per la seconda volta e con entusiasmo ha partecipato alla rassegna. L’ensemble tutto femminile si caratterizza per arrangiamenti di brani pop in polifonia a cappella, quindi senza accompagnamento strumentale o di basi pre-registrate. I loro concerti hanno sempre grande impatto sul pubblico, poiché combinano in medley melodie molto note di successi mainstream, rese in modo leggero e fruibile.
Alcune componenti dell’Hurlahoop Choir hanno risposto alle nostre domande.
Ho ascoltato il vostro coro dal vivo per la prima volta due giorni fa a Roma e ne sono rimasta entusiasta per la ricchezza sia ritmica, sia melodica degli arrangiamenti vocali che arrivano immediatamente al pubblico e lo coinvolgono. Come si inserisce il vostro repertorio in questo contesto?
Eravamo già preparate al contesto, perché anche lo scorso anno abbiamo partecipato a questa iniziativa e ne siamo entusiaste.
Quali sono stati i brani che avete selezionato per questa occasione?
Il nostro repertorio include successi pop italiani e internazionali. In questa occasione, abbiamo eseguito tre brani: “Ti sento” dei Matia Bazar in un mash-up con “Bad Guy” di Billie Eilish, “Rumore” di Raffaella Carrà in un mash-up con “Vogue” di Madonna e, infine, “Toxic” di Britney Spears in un mash-up con “Celebrity Skin” delle Hole e “What’s up” di 4 Non Blondes. Anche il pubblico ha partecipato battendo le mani e sembra avere molto apprezzato, dimostrandolo con applausi e complimenti. Una signora di Formello ci ha definito “simpatiche”. Forse il grande stupore suscitato viene dal fatto che noi cantiamo senza le basi e non all’unisono.
Cosa vi rimarrà nel cuore di questa esperienza che unisce arte e memoria?
Cantare in un territorio spezzato come Amatrice è sempre un’esperienza molto sentita. Porteremo con noi la forza della comunità, il momento di aggregazione e la splendida organizzazione. Tutto questo ci ha davvero molto colpite… e poi questa è una se non l’unica nostra esibizione per cui valga la pena svegliarsi all’alba la mattina!
