AMATRICE
“Civiltà Transumanti” a confronto; Amatrice e San Gregorio Matese
La “Casa delle Donne di Amatrice e frazioni” presenta il documentario della regista Anna Kauber
La nostra identità agro-silvo-pastorale è millenaria, ha ricordato Mario Ciaralli nel dialogo con Anna Kauber; immagini, suoni e un dialetto di un’altra terra, ma nei quali ognuno di noi ha potuto riconoscersi.
La “Casa delle Donne di Amatrice e frazioni” può dirsi soddisfatta di un’altra iniziativa di successo che ha registrato grande partecipazione cittadina e che costituisce un ulteriore capitolo del percorso attraverso la cultura della transumanza inaugurato con le attività di tessitura agli albori dell’associazione subito dopo il sisma, continuato con le iniziative culturali portate avanti negli anni.
Ad aprire la manifestazione tre brani interpretati da Alessandro Moretti, organettista molto giovane, ma già apprezzatissimo per il suo entusiasmo e il suo talento.
La transumanza, una cultura universale
La transumanza è universale – dice la regista – in ogni parte del mondo dalla Mongolia, al Perù, ai Monti della Laga, si compiono le medesime azioni nello stesso modo.
I Sanniti del Massiccio del Matese, la porzione appenninica tra Molise e Campania sono gli antenati di quegli uomini e quelle donne che oggi ancora praticano la transumanza e investono nel loro territorio, così come i nostri Picenti e coloro che qualche tempo dopo hanno perduto o sepolto la statuina votiva di Ercole Libans.
- Ercole era il “patrono” della pastorizia, colui che nel tempo mitico fondò la pratica e la ritualità della transumanza; con l’arrivo del cristianesimo tale responsabilità culturale e cultuale passò a San Michele Arcangelo.
