Cascata delle Barche ad Amatrice: un luogo da scoprire tra boschi e montagne
Un luogo che richiama visitatori da tutto il mondo
Per arrivarci bisogna percorrere un po’ di strada in auto e attraversare Amatrice, la città ancora in perenne cambiamento che ogni volta bisogna conoscere di nuovo: incontrare gli abitanti, ascoltarli, fermarsi a mangiare qualcosa o a preparare i panini per l’escursione.
Superata Amatrice, si prosegue lungo Viale Padre Giovanni Minozzi fino ad un trivio e da lì si può arrivare perfino in Abruzzo, ma la Cascata delle Barche è un patrimonio tutto laziale, quindi bisognerà prendere la stradina di sinistra in direzione delle frazioni Capricchia e Castel Trione.
Una discesa improvvisa in mezzo ai boschi, un piccolo dislivello che dà un po’ la nausea come quando si vola.
Prima tappa: la piramide del Sacro Cuore a Capricchia
Dopo il ponte sul fiume Tronto che qui è piccolo perché è appena nato dalla sua sorgente, bisogna proseguire fino ad una nuova decisione, un altro trivio e la strada giusta è quella a sinistra verso Capricchia.
Qualcuno sicuramente incontrerai e ti guarderà per capire se ti conosce e “a chi sei figlio”, è la prassi!
Alla chiesa puntellata, che con le sue “grucce” sembra ancora più maestosa nonostante gli acciacchi, si prosegue a destra verso le montagne fino al Sacro Cuore dove è sepolto l’amatissimo Padre Adolfo Catena, in una piramide, come un sovrano egizio, al cui apice c’è un Cristo Benedicente, quasi come a Rio de Janeiro.
Padre Adolfo è stato il custode storico del Bambino dell’Ara Coeli a Roma, la statuina del Bambino Gesù coperta di offerte votive in oro e ogni capricchiaro che si rispetti dice sempre “finché c’è stato Padre Adolfo, non se lo sono mai rubato”.
Seconda tappa: il bosco di faggi verso la Cascata delle Barche
Qui si può lasciare l’auto e godersi la passeggiata attraverso la fitta foresta di faggi fino alla Cascata delle Barche nel fosso di Selva Grande, dove si gettano le acque dei torrenti montani che alimentano il fosso della Solagna, tra Cima Lepri e Pizzo di Moscio.
Perché si chiama “Cascata delle Barche”?
I pietroni di arenaria che interrompono il gigantesco salto, ricordano molto quella di alcune barchette una sopra l’altra, un po’ come fossero canoe pronte a salpare per grandi avventure nei ruscelli di montagna, fino al Tronto.
Le acque fredde e roboanti della cascata precipitano per 40 metri prima di finire in una conca naturale di ciottoli erosi dai secoli nella quale i più temerari possono immergersi per fare un bagno ristoratore dopo l’ascesa.
L’escursionista più rispettoso e silenzioso, alle prime luci dell’alba e sul finire del giorno, potrà avere la fortuna di scorgere qualche animale selvatico dissetarsi.
Informazioni utili per raggiungere la Cascata delle Barche
- Tempo di percorrenza: circa 40 minuti da Sacro Cuore (stima CAI Amatrice)
- Altitudine massima durante il percorso: 1460 m slm
- Percorso: adatto a tutti, anche ai bambini
- Equipaggiamento: pantaloni lunghi, scarpe da trekking, scarpette da scoglio o simili consigliate per il passaggio in acqua





