Balilla e gli amici aquilani: una storia di coraggio, memoria e fratellanza
Subito dopo la scossa delle 3.36 del 24 agosto 2016, i primi ad arrivare ad Amatrice furono i nostri fratelli aquilani. Avevano vissuto la nostra stessa tragedia pochi anni prima, sapevano bene cosa stavamo vivendo in quelle ore.
C’è un gruppo di impegno civico, a L’Aquila, che si chiama “Jemo ‘nnanzi”: nel nome, rigorosamente in dialetto, c’è tutto il significato di chi ha scelto di rimanere nella sua terra e di combattere per lei.
Jemo ‘nnanzi e l’arrivo degli amici aquilani ad Amatrice
Cesare Ianni e Pio Elia, insieme a tanti amici aquilani, si precipitarono ad Amatrice per aiutare la popolazione e il territorio. Simbolicamente, decisero di adottare un monumento: scelsero Balilla, la statua bronzea che ornava il nostro cinema teatro, dedicato al ragazzino che, scagliando un sasso, divenne il simbolo della libertà e del coraggio di cui si ha bisogno quando si decide di difendere la propria terra.
Balilla tra le macerie del Cinema Teatro Garibaldi
Balilla era a pezzi, i suoi frammenti erano mescolati alle macerie del cinema teatro Garibaldi, quel luogo di socialità che anticamente era nato come la chiesa di San Domenico di Amatrice.
Cesare, Pio, Bruno Porro (che al tempo del sisma era assessore comunale ad Amatrice) contribuirono al recupero dei pezzi più importanti: il volto del ragazzo, il braccio e la mano che stringe la pietra, mentre alcuni frammenti risultarono, nell’immediato, perduti. Solo nella primavera del 2017, durante la rimozione delle macerie di quel settore della città, tutto ciò che mancava tornò in luce, fu recuperato e trasportato nella caserma dei Carabinieri forestali di Cittaducale, che per lungo tempo ha ospitato i nostri tesori salvati dalla distruzione.
Un simbolo del legame tra Amatrice e L’Aquila
Gli amici di Jemo ‘nnanzi vollero venire con noi a Cittaducale, dove i resti delle nostre opere erano state provvisoriamente ricoverate, per vedere con i loro occhi l’oggetto che era diventato il simbolo non più solo del coraggio e dell’amore per la terra, ma anche il segno del nostro legame profondo.
Il ritorno atteso di Balilla ad Amatrice
I pezzi di Balilla ci sono tutti e il volto fiero del giovane Perasso attende di tornare ad accogliere chi arriva da occidente per raggiungere la città di Amatrice, su quel cinema teatro che era nato per essere una chiesa, e che oggi è raso al suolo.





