Le estati della nostra infanzia
“E..state con noi” ad Amatrice, prima dell’AI e prima del 2016
C’è stato il tempo delle estati infinite, delle case sugli alberi, del fresco delle cantine e delle case dei nonni, dei pranzi con i cuginetti, tutti di corsa a prendere il gelato sotto la Torre.
Il “Troiani” che dalle frazioni portava i ragazzini ad Amatrice alla fiera del 10 agosto, a comprare le caramelle e all’edicola per gli inserti dei giornalini che d’estate erano più belli.
Poi “Agosto” divenne “La ricorrenza”.

Le feste nelle frazioni e i riti dell’estate
Ognuna delle nostre 69 frazioni aveva e ha ancora una festa patronale e alcune hanno finalmente fatto rivivere anche le processioni antiche di secoli, cibo, giochi, qualche giorno di festa tra celebrazioni civili e religiose.
I tornei di briscola, tresette e l’immancabile tombolata, di solito a Ferragosto.
Te lo ricordi?
Concludeva i festeggiamenti la cena sociale per tutti i paesani che col tempo ha avuto piacere ad aprirsi alle frazioni vicine e ai visitatori. Alcune si sono trasformate in piccole sagre satelliti di quella dell’Amatriciana che si svolge l’ultimo weekend di agosto, altre erano più audaci nel menù.
Ci si spostava anche in frazioni più lontane e nei paesi vicini, c’erano delle specialità storiche e ci sono ancora: il rigatone al cinghiale di Scai, le fettuccelle alla trota ad Accumoli, la pasta del Vergaro a Roccasalli, la sagra della panonta a Capricchia.
L’Amatrice-Configno e le estati dello sport
Tante manifestazioni sportive costellavano l’estate amatriciana e hanno continuato per qualche anno anche dopo il terremoto, come la famosissima corsa podistica internazionale Amatrice-Configno alla quale hanno partecipato maratoneti olimpici e medaglie d’oro italiane e straniere.
Agli inizi degli anni ’90 Gelindo Bordin dichiarò “qui ho costruito il mio oro olimpico”.
Tanti nomi, tanti atleti, tanti campioni di tutto il mondo si sono sfidati sulla strada che da Amatrice porta a frazione Configno e alla partenza e all’arrivo hanno sempre trovato ad accoglierli un sorridente Bruno d’Alessio, il patron di questa manifestazione nata alla fine degli anni ’70. Purtroppo questa celebre gara si è interrotta nel 2018 ed è tra gli eventi dei quali si sente più la mancanza.
Poi ancora i memorial, il basket in carrozzina, il calcetto, i ritiri della Primavera della Lazio e della Roma; una città che promuoveva lo sport, non solo quello per esperti di montagna o da praticare, nessuna cima da raggiungere dalla quale fare una foto da postare, solo un allenamento o una partitella da guardare pigramente dagli spalti nei pomeriggi estivi.
Le mostre e le botteghe lungo Corso Umberto I
Le mostre lungo il Corso Umberto I, te le ricordi?
Ogni artista aveva la sua bottega, c’era Antonio Cremonese con i suoi galli; la signora dei fiori dei Monti della Laga, Luciana Bizzoni; poi ancora le opere artistiche e le performances tra i merletti di Elsa Piccionetti e i ricami di Fabiola Ferretti, i “lego” in arenaria delle chiese di Amatrice del maestro Costantino Fontanella; le sculture, le arti figurative, le botteghe dei lavori tradizionali ancora aperte e funzionanti.
È difficile ricordare tutto, è più facile fare caso ai vuoti per chi ha vissuto per tutti gli anni della sua vita questi momenti, piuttosto che gli eventi che ancora hanno luogo ad Amatrice e nelle sue frazioni.
Tante feste, abitudini, storie, le voci della comunità.
Quando Amatrice d’estate diventava “la città”
Per i ragazzini delle frazioni, anche se venivano da Roma, in estate Amatrice diventava “la città”, il luogo nel quale accadevano le cose, c’erano gli eventi, si incontravano altre persone, c’erano i negozi!
Ai più piccoli, anche se Amatrice non era grande ed era priva di pericoli, era vietato andare da soli, si andava per lo più la mattina con i genitori a fare la spesa, a comprare la pizza, a mangiare il cornetto più buono della città.

Teatro, folklore, musica: le sere di Amatrice
La sera si andava se c’era qualcosa da vedere, tanto anche in frazione si stava bene: lo spettacolo teatrale in dialetto della compagnia del “Nuovo Teatro Amatriciano” al vecchio cinema, quello rosa con il Balillino sulla facciata, accanto a Sergio il benzinaio, te lo ricordi?
Oppure il Festival Internazionale del Folklore organizzato da Carmine Monteforte, che magnifico spettacolo, con suoni, costumi e colori da tutto il mondo; era un’occasione unica quando ancora non c’erano i social ed esisteva la villeggiatura con mamma per tre mesi nello stesso posto dalla fine della scuola fino al nuovo inizio a settembre.
CinemAmatrice, le poesie dei poeti delle parti nostre, le cene medievali, la musica di Antonio e di Adrio lungo il Corso, Pietraccio che suonava dal balcone.
Che infanzia magnifica.
Te lo ricordi?







