“NON è arrivato NESSUNO”
LE PRIME PAROLE DI STEFANO PETRUCCI, SINDACO DI ACCUMOLI
Accumoli,
17 frazioni,
oltre 87 kmq di territorio.
11 vittime.
Popolazione nel 2016: 667 abitanti
Popolazione nel 2026: 503 abitanti (-24,58%)
Accumoli contò undici vittime. Quattro nel capoluogo: un’intera famiglia, con due bambini piccoli. Cinque a Illica, una a Fonte del Campo, una a San Giovanni.
I dati resi noti dalla Protezione Civile parlarono di 92mila scosse tra il 24 agosto 2016 e il 10 aprile 2018, di cui nove pari o superiori a 5.
Accumoli fu l’epicentro del grande sisma del 24 agosto 2016. Erano le 3:36.
Quel cratere vedeva Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto tristemente protagoniste di un disastro epocale.
Furono evacuati gli ospedali e allestiti i Pass.
Mille unità operative dei Vigili del Fuoco vennero mobilitate nelle primissime ore, oltre 70 cani da ricerca e soccorso fornirono il loro contributo, oltre 200 persone furono tratte in salvo.
Moltissimi abitati furono rasi completamente al suolo, quasi tutti gli edifici furono dichiarati inagibili, comprese chiese e ritrovi comunitari.
La viabilità principale e secondaria collassò: frane, smottamenti e macerie da crollo resero impercorribili i tracciati viari in tutta l’area a cavallo tra il Lazio e le Marche. La stessa Salaria, che costituisce l’arteria del territorio, fu pesantemente compromessa specialmente all’altezza di Pescara del Tronto, a causa degli edifici pericolanti in bilico sul costone. La quasi totalità delle strade interne delle tre città martiri fu a lungo totalmente impercorribile, impedendo anche l’accesso pedonale e dei mezzi di soccorso.
Le scosse che continuarono a colpire il Centro Italia
Il 26 ottobre alle 21:18 un terremoto di magnitudo 5,9 rese Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e Preci nostre sorelle nella disgrazia. Alle 7:40 del 30 ottobre al triste elenco si aggiungeva Norcia.
Il 18 gennaio 2017 non ebbe pietà: molte scosse pari a 5 e oltre di magnitudo colpirono anche Capitignano e Campotosto, provocando morte e dolore a Rigopiano.
Il 10 aprile 2018 scosse di 4,7 aggiunsero all’elenco Pieve Torina, Muccia, Pievebovigliana.
Amatrice pianse 239 vittime, Accumoli ne seppellì 11, ad Arquata si pregò per 51 anime.
Novantaduemila volte i sussulti della terra sconquassarono il centro Italia, in quei mesi, colpendo il Paese al cuore.
E alla fine, nel 2018, si era pressoché perduta, nell’opinione pubblica, la consapevolezza che tutto era cominciato qui.
Qui: ad Accumoli, ad Amatrice, ad Arquata. Alle 3:36. Il 24 agosto 2016.
ACCUMOLI
OLTRE IL SISMA
Al netto di un terremoto devastante, ad Accumoli è rimasta la geometria segreta dei luoghi e la terra da custodire. Rimane intatto l’immenso patrimonio naturalistico e il paesaggio fatto di villaggi che custodiscono l’anima originaria dell’Appennino.
Resta la struttura millenaria di un territorio che continua a vivere attraverso i suoi spazi, i suoi boschi, la sua vocazione geografica e la testarda volontà di presidiare ogni singolo ettaro di questa spina dorsale. Resta una lunga storia fatta di persone e di luoghi che hanno percorso i secoli e i sentieri, generazione dopo generazione. Resta un paesaggio straordinario, in cui natura e cultura si manifestano mirabilmente in un’unica grande, straordinaria meraviglia.
Resta la Torre civica, simbolo del potere civile, e restano spiccati di chiese, simboli di una spiritualità diffusa che permea un territorio che ha una storia importante.
Resta la pace di un luogo magico che permette alla vista di perdersi in panorami mozzafiato, all’udito di lasciarsi cullare dal suono delle acque che scorrono, all’olfatto di misurare l’odore dei boschi umidi a seconda delle stagioni.
Restano le persone. Soprattutto.





