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La 44ª Sagra del Fagiolo Borbontino, il 17 e il 18 ottobre a Borbona

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La 44ª Sagra del Fagiolo Borbontino, il 17 e il 18 ottobre a Borbona

I fagioli, dalle Americhe al marchio De.Co.

L’autunno sui Monti della Laga apre un altro lungo periodo di sagre che accompagna le nostre comunità fino alle prime nevi.

Il fagiolo borbontino, un borlotto dalla pasta soffice e corposa e dalla sottilissima buccia, dopo la raccolta viene essiccato in luogo fresco e asciutto, per essere consumato durante l’inverno come ingrediente principale dei piatti tipici della piana del Velino.

Un lungo viaggio dal suo originale areale di distribuzione, una lunga tradizione radicata nel nostro territorio, la storia dell’alimentazione dell’altra parte del mondo che diventa storia locale: il principio dietro il termine GLOCAL.

Dalle Americhe a Borbona

I fagioli, così come le patate tanto care ai leonessani, sono arrivati tramite la Spagna e il Regno di Napoli e il Phaseolus vulgaris, dalla Colombia, è diventato eccellenza della provincia di Rieti.

Color nocciola chiaro, quasi rosato, lucido, striato e profumato anche da crudo con un leggero aroma terroso e di corteccia; in cottura si sprigionano le note dolci tipiche della famiglia della quale fa parte insieme al pisello e spariscono le striature color mirtillo.

Ogni terza domenica di ottobre da 44 anni si celebra questa grande risorsa per la promozione territoriale e per le famiglie che lo utilizzano dalla sua introduzione nel Regno apprezzandone la resa ancor più che la peculiare consistenza.

Una tradizione legata ai cicli della terra

Si è sviluppata una ritualità che si raccorda ai cicli stagionali e la semina avviene in occasione della festa di Santa Restituta che è la patrona di Borbona, esattamente il 27 maggio, mentre la sagra si svolge nel periodo della raccolta. Anche la martire Restituta è arrivata a Borbona dall’Africa, passando per il sud della penisola e in particolare tramite la Campania.

Musica popolare, Triathlon del boscaiolo e Ballo della Pupazza

La festa annovera numerosi momenti dedicati alla musica popolare e alla tradizione, si svolgono inoltre manifestazioni sportive come il “Triathlon del boscaiolo” e il rito del “Ballo della Pupazza”, una delle classiche “pupazze” delle feste a carattere di capodanno agricolo comuni in Europa, animata dall’interno e bruciata al termine della sua forsennata danza.

Questa sagra costituisce l’auto rappresentazione della vocazione contadina, la Pupazza riproduce le caratteristiche simboliche e rituali della “vecchia” che viene bruciata per eliminare con essa l’infruttuosità della terra o per rappresentare il commiato verso il simulacro di uno spirito personificato, al termine di questa festa agricola.

Il Fagiolo Borbontino e il marchio De.Co.

L’ottenimento del marchio DE.CO., nonostante sia conferito dal proprio Comune, non ha meno valore di un marchio internazionale e soprattutto non indica solo la qualità, ma attesta il valore immateriale di un elemento della tradizione.

Un prodotto, una ricetta, un’opera d’artigianato, un’attività agroalimentare, ingranaggi costitutivi della società che li ha prodotti e che da essi è rappresentata: Borbona valorizza la sua tradizione enogastronomica attraverso il fagiolo borbontino, simbolo del lavoro di tante famiglie di quel nostro ambiente pedemontano a vocazione agro-silvo-pastorale.

Una produzione ancora strettamente locale

La produzione non viene effettuata su vasta scala, è strettamente locale, non supera i 15-20 quintali annui ed essendo un P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale), anche la produzione deve esimersi dall’utilizzo di agenti chimici quali pesticidi e concimi che non siano naturali. Le metodologie sono manuali, mantenendo le regole della secolare coltivazione che si sviluppa in altezza favorendo l’andamento rampicante della pianta e offrendole a sostegno bastoni di legno.

Il fagiolo borbontino in tavola

Ingrediente dai valori nutrizionali ottimali grazie all’alta percentuale di proteine che per 100 gr si aggira attorno ai 20 gr a crudo con una esigua quantità di grassi integrabili con un ottimo olio d’oliva della Sabina; 17 gr di fibre e 45 gr circa di carboidrati.

Alla Sagra del Fagiolo Borbontino tutto è a base del principe della pianura e il profumo di carne arrostita si insinua nelle vie del paese: fagioli in umido, la più confortante pasta e fagioli che a tutti ricorda la cucina di casa, i fagioli con le cotiche e le salsicce.

Un alimento vegetale, un legume venuto da lontano che è diventato sostegno per la comunità; il protagonista della festa fondata appositamente per celebrarlo nella sagra, senza la necessità di legarlo ad una ricorrenza religiosa.

Una festa di paese ruspante e pura.

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