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Il Cavaliere senza testa di Saletta

AMATRICE

Il Cavaliere senza testa di Saletta

Una leggenda “fuori posto”

Il classico “Cavaliere senza testa è una figura talmente ricorrente nel folklore europeo, tanto da popolare anche l’immaginario cinematografico e i più famosi sono sicuramente il cavaliere de “Il mistero di Sleepy Hollow” e Sir Nick Quasi-Senza-Testa, raccontato da J. L. Rowling in “Harry Potter”; è caratteristico del mondo angolasassone ed è molto difficile immaginarne uno a pochi chilometri da Amatrice.

La leggenda del Cavaliere senza testa a Saletta

A Saletta le testimonianze dell’esistenza di tale leggenda sono sparute, ma ci sono, e fino a pochi anni fa veniva ancora utilizzato per spaventare i bambini affinché non si allontanassero lungo la strada oltre i confini della grande frazione.

Il Cavaliere apparirebbe nella parte inferiore di Saletta, lungo la strada che porta effettivamente ad un luogo a traffico più elevato e quindi di maggiore pericolosità. Gli incauti bambini si sarebbero potuti avventurare da soli sulla strada che porta ad Ascoli Piceno o in prossimità del fiume Tronto che sembra mansueto, ma è pur sempre rischioso, le pietre sono scivolose e si può essere spazzati via nei periodi di piena.

Le raccomandazioni imponevano il divieto di andare “oltre la Madonnella”, come riportano le testimonianze; rappresentava il confine oltre il quale si sarebbe manifestato un pericolo non meglio identificato o una serie di pericoli, simbolicamente rappresentati alla perfezione da tale macabra figura.

Il messaggio era molto chiaro: vietato allontanarsi.

Perché proprio un cavaliere?

Perché un cavaliere e non un animale selvatico, o un Lupo Mannaro magari?

Non è chiaro, ma l’archeologia può venirci in aiuto.

Le nostre zone sono state scientificamente poco esplorate per quanto riguarda il trascorso storico.

Prima del sisma del 2016 ci sono state alcune, ben poche, campagne di scavo anche abbastanza consistenti: quella al lago di Scandarello, con la sua necropoli altomedievale con annessa chiesetta, la villa romana di Torrita, e la necropoli picente scoperta esattamente sotto Saletta.

Qui addirittura potrebbero essere due le ispirazioni per la nascita della leggenda, il nobile e celebre Argillano e la necropoli di località Lagozzo.

Argillano e la necropoli di Lagozzo

Per quanto riguarda Argillano, da Saletta o da Filetta, in questo momento non è rilevante, è un controverso personaggio della “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso ispirato ad una persona esistente la cui famiglia era avvezza alla rissa e all’assalto e in particolare la fama del suo temperamento turbolento lo precedeva.

Era di fatto un cavaliere e aveva partecipato alla I Crociata, quindi potrebbe essere lui lo spaventoso Essere, ormai sempre più Animale Fantastico che persona, che terrorizzava i bambini di Saletta.

L’altra possibilità è che in una terra in cui le ricchezze archeologiche sono ancora pressoché sepolte, dove sono stati invece numerosissimi gli scavi clandestini, proprio delle antiche vestigia potrebbero aver alimentato la leggenda.

I tombaroli non effettuano un vero e proprio scavo, fanno buchi nel terreno laddove pensano di poter trovare qualcosa; la loro attività è totalmente distruttiva, soprattutto quella dei meno esperti.

Scavando per rubare gioielli e reperti di valore per il mercato nero, verosimilmente in numerose occasioni devono aver trovato i corpi dei proprietari di questi beni tesaurizzati insieme a loro e potrebbero aver inventato la leggenda per tenere alla larga i curiosi che di giorno e di notte, si sarebbero potuti avventurare nelle zone di ricerca e assistere agli illeciti.

I bambini sono curiosi e con i loro giochi che prevedono spesso lo scavo di buche e la costruzione di fortini, avrebbero potuto accidentalmente scoprire il loro segreto e utilizzare lo spauracchio di un fantasma sarebbe potuta essere sicuramente una soluzione contando sul passaparola che ha trasformato un reale avvertimento minaccioso in una terrificante leggenda.

La Madonnella, il confine tra protezione e pericolo

Le icone, soprattutto mariane, vengono poste lungo le strade a protezione dei viaggiatori; in legno o in muratura, sono collocate in luoghi nevralgici e tradizionalmente diabolici come gli incroci.

Utilizzare la “Madonnella” come confine fisico e mistico è comune e sensato in un territorio marcatamente devoto alla Madonna di Filetta, alla Madonna di Loreto e alla Madonna degli Angeli come in frazione Saletta; la presenza mariana avrebbe assicurato protezione per l’abitato e gli abitanti.

Il Cavaliere, un minaccioso fantasma per di più senza testa, quindi ancora più fuori dall’ordinario, non avrebbe potuto oltrepassare il confine tracciato dall’autorità, divina in questo caso, a patto che i disobbedienti non avessero esercitato il loro libero arbitrio scegliendo di andare oltre il limite a loro rischio e pericolo.

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