ACCUMOLI
Il profumo del 24 agosto a San Giovanni
Tra le macerie del paese delocalizzato, una comunità torna per qualche ora ad abitare San Giovanni con i ricordi, i gesti e i profumi di sempre
San Giovanni era piena delle voci della sua gente.
Una manciata di persone che sembravano tante di più e che hanno sentito il bisogno di stare insieme stringendosi attorno al memoriale di Giampaolo Pace, un bravo ragazzo, un ragazzo di San Giovanni.
Il silenzio si manifesta in modi sorprendenti, non è necessariamente un pensiero formulato nella mente, un non detto, una pausa; il fiato sospeso alle 3.36 è stato lasciato andare e la comunità si è presa un momento per stare insieme lontano dal trambusto provocato dalle visite istituzionali.
Il profumo che riavvolge il tempo
In mezzo alle macerie del paese delocalizzato, dove i flaconi di detersivo ancora sono riposti sulle mensole di cucine che si affacciano sul cielo, dove le tazzine di caffè sono ai bordi della strada, il profumo di sugo di costine ha fermato il tempo e l’ha riavvolto, come quando ricordi i bei momenti con tutti i cinque sensi.
Qui è il presente, qui è il passato, il futuro sarà da un’altra parte, ma oggi San Giovanni che è un luogo due volte, è tornato ad essere il paese di chi lo ha abitato.
Le porte invisibili delle case
Quando si è bambini si gioca a “facciamo finta?”. Facciamo finta che…
E Ionela e Stefano hanno aperto le porte invisibili di tutte le case del paese, i vuoti sono diventati di nuovo dei pieni, sono comparsi dei tavoli, una cucina che sembra quella della casa delle bambole, e il ricordo ha assunto la forma reale di mani strette, di abbracci, di gnocchi e di torta fatta in casa.







