Radici Future: una strategia integrata per la rinascita dell’Appennino
La rigenerazione di un territorio ferito non passa soltanto per la ricostruzione materiale degli edifici, ma richiede una visione capace di rimettere a valore il patrimonio culturale, ambientale e sociale, trasformandolo in un motore concreto di sviluppo residenziale e turistico.
In questa direzione si colloca il progetto “Radici future”, un’articolata strategia di valorizzazione partecipata finanziata nell’ambito della Misura B2.2 del PNC (Piano Nazionale Complementare al PNRR per le aree del terremoto del 2009 e 2016).
Radici Future: sei Comuni e una rete per il territorio
L’intervento vede il Comune di Amatrice in veste di ente capofila di un’ampia aggregazione istituzionale che comprende anche i Comuni di Accumoli, Borbona, Cittareale, Leonessa e Posta, affiancati da un partenariato privato guidato da CoopCulture. Complessivamente, la rete dei proponenti unisce sei amministrazioni pubbliche e diciotto soggetti del settore privato – tra cui la nostra Cooperativa Radici e Ali, altre cooperative, associazioni locali – dando vita a un modello di governance condivisa e sinergica.
Gli obiettivi strategici di Radici Future e la visione d’insieme
L’obiettivo generale del progetto è accrescere l’attrattività residenziale e turistica dell’area, puntando su un modello di turismo sostenibile che funga da leva per la creazione di nuove opportunità professionali e imprenditoriali. Per centrare questo traguardo, attraverso un percorso di programmazione partecipata, sono stati definiti due obiettivi specifici fondamentali: ampliare e qualificare l’offerta culturale, sociale, naturalistica, ricreativa e ricettiva, stimolando il protagonismo attivo delle comunità locali, e aumentare i livelli di integrazione dell’offerta culturale a fini turistici e residenziali, rafforzando al contempo le competenze degli attori che operano sul territorio.
Per tradurre questi intenti in realtà, il piano si articola in sei linee di intervento organiche, pensate per connettere la memoria storica con le sfide della contemporaneità.

Le sei linee di azione del progetto Radici Future
Il primo asse è dedicato allo sviluppo e alla valorizzazione degli itinerari escursionistici e naturalistici, il secondo punta sugli itinerari e sulle attività culturali, legando la memoria alla creatività e allo sviluppo sociale. Il terzo asse riguarda il sistema museale diffuso, fisico e virtuale, mentre il quarto introduce una infrastruttura digitale avanzata per la promozione del patrimonio. Quinto settore è quello relativo all’allestimento di hub turistico-culturali di accoglienza e orientamento, attraverso il riuso di edifici inutilizzati. Non solo centri di informazione coordinata, ma anche un Centro di Educazione Ambientale diffuso e una strutturata promozione dell’artigianato e dell’agroalimentare d’eccellenza. Infine, il sesto asse assicura il coordinamento degli attori territoriali e il rafforzamento delle competenze, istituendo una cabina di regia con funzioni di direzione generale, capacitazione gestionale, organizzativa e operativa, per garantire che lo sviluppo del territorio sia duraturo e saldamente radicato nelle energie della comunità.
Verso una nuova centralità per l’Appennino
Radici Future è un patto di comunità per il rilancio dell’Appennino centrale. Mettendo a sistema le risorse ambientali, la memoria storica e le competenze locali, il progetto dimostra come la ricostruzione post-sisma possa trasformarsi in un’opportunità di innovazione sociale ed economica.
Coinvolgere istituzioni, cooperative, associazioni e cittadini significa restituire centralità a un territorio straordinario, offrendo ai residenti motivi solidi per restare, ai visitatori ragioni profonde per arrivare, a nuova linfa vitale di scegliere di vivere quassù.
Radici Future suggerisce una riflessione: il futuro di queste terre può essere scritto direttamente da chi le abita e le custodisce ogni giorno.





