La memoria di Accumoli, appicciamano: le fotografie che tengono insieme luoghi e ricordi
Ci sono luoghi che, dopo una distruzione, rischiano di perdere non soltanto le loro case, ma anche la possibilità di essere ricordati nella loro concretezza quotidiana. È in questo spazio, tra il territorio che c’era e quello che il terremoto ha trasformato, che si colloca il lavoro di Romualdo Di Marzio.

Romualdo Di Marzio e le fotografie di Accumoli
Per molto tempo Romualdo ha fotografato Accumoli e le sue frazioni, seguendo il territorio nelle diverse stagioni e nelle sue molteplici dimensioni: scorci, strade, case, paesaggi, dettagli apparentemente minori, ma capaci di restituire la fisionomia di un luogo e la trama della vita che vi si svolgeva. Da questo patrimonio di immagini è nato Appicciamano per Accumoli, gruppo attraverso il quale continua a condividere fotografie, ricordi e storie.
Appicciamano per Accumoli: una memoria tenuta per mano
Il nome non è casuale. Appicciamano, nel dialetto locale, significa “per mano”. Ed è precisamente ciò che fanno quelle immagini: prendono per mano chi le guarda e lo accompagnano dentro una memoria che può essere personale o collettiva. Per chi quei luoghi li ha conosciuti, le fotografie possono riaprire ricordi di persone, giornate e paesaggi; per chi non li ha vissuti, diventano invece una possibilità concreta di conoscere Accumoli attraverso ciò che è stato. A volte, Romualdo si diverte a improvvisare pittori famosi al lavoro su scorci della sua Accumoli: un modo affettuoso di usare l’AI, che lascia un sorriso a chi osserva i post che si susseguono uno dopo l’altro.
Le fotografie come documento del territorio prima del sisma
Il valore di questo lavoro va oltre la raccolta fotografica. Le immagini di Romualdo costituiscono, nel tempo, una forma di documentazione del territorio e della sua identità prima del sisma. Registrano ciò che spesso la fotografia istituzionale non registra: la normalità, i piccoli angoli, la successione delle stagioni, l’aspetto delle frazioni nella loro vita ordinaria. È proprio questa attenzione al quotidiano a rendere oggi quel materiale particolarmente prezioso.
Conservare la memoria di Accumoli dopo il terremoto
In un territorio profondamente segnato dal terremoto, conservare la memoria non significa fermarsi al passato né coltivare una rappresentazione nostalgica della distruzione. Significa, più semplicemente, impedire che alla perdita fisica dei luoghi corrisponda anche la loro scomparsa dalla memoria condivisa.
Da anni Romualdo Di Marzio svolge questo lavoro con continuità e discrezione. Le sue fotografie tengono insieme persone e luoghi, presente e passato, esperienza individuale e memoria collettiva. Una testimonianza costruita nel tempo, immagine dopo immagine, e affidata alla comunità.
Una memoria, appunto, tenuta per mano.





