Il Respiro di una Comunità: storia, rinascita e il valore sociale della Banda Musicale Città dell’Amatrice
Cento anni di musica, formazione e comunità: dal 1926 alla rinascita dopo il sisma
Ci sono storie che non si possono raccontare soltanto con le parole, perché appartengono a quella categoria di miracoli umani che necessitano di note, di fiati e del battito coordinato di decine di cuori. La storia della Banda Musicale “Città dell’Amatrice” è esattamente questo: il racconto epico e commovente di un’anima collettiva che ha attraversato il tempo, legando indissolubilmente un passato glorioso a un presente di rinascita, e trasformando la musica nel più potente strumento di coesione e riscatto sociale del cuore dell’Appennino.
Un secolo di vita, cento anni di note, fiati e percussioni che hanno camminato di pari passo con la storia e l’anima di un’intera comunità.
Cento anni di musica ad Amatrice
La Banda Musicale “Città dell’Amatrice” taglia il prestigioso traguardo dei 100 anni di attività, confermandosi non solo come un ensemble musicale, ma come il più potente strumento di coesione, memoria e riscatto sociale del cuore dell’Appennino. Fondata ufficialmente con un proprio regolamento nel 1926 sotto la firma del sindaco Luigi Fedeli, la formazione ha attraversato le alterne vicende del Novecento, superando i complessi anni Trenta, il periodo fascista e la dolorosa interruzione della guerra, per poi rinascere nel 1945 e accogliere intere generazioni di amatriciani. La sua lunga storia riflette e incarna magnificamente l’esperienza di tantissime realtà di paese sparse in tutta Italia, dove la banda rappresenta da sempre lo specchio fedele della vita civile della comunità. Ad Amatrice, tuttavia, questo sodalizio assume un significato ancora più profondo e radicato, configurandosi come il luogo principale e insostituibile di divulgazione della musica e di educazione sul territorio. Nel corso di questo secolo, questo presidio formativo ha agito come una vera e propria culla per il futuro in cui i ragazzi hanno trovato un porto sicuro dove apprendere la disciplina dello studio, il rispetto reciproco e la bellezza dell’armonia, alimentando un prezioso dialogo intergenerazionale in cui la memoria dei padri si fonde quotidianamente con l’entusiasmo dei figli.
La banda come patrimonio della comunità
Nel tessuto sociale di un territorio montano e frammentato, la banda rappresenta da sempre il simbolo stesso della festa e del ricordo, una forza vitale capace di mettere in movimento paesi e frazioni. Quando le divise sfilano lungo le strade, non portano con sé solo musica, ma accendono la vitalità profonda dei borghi, ricucendo le distanze geografiche e umane attraverso la condivisione di un momento solenne o gioioso. Nelle note della banda si ritrova la memoria collettiva di una terra che non vuole dimenticare le proprie radici, ma che allo stesso tempo celebra la vita nel suo scorrere quotidiano. Quella melodia che risuona tra le valli diventa così la colonna sonora dei momenti più importanti delle famiglie amatriciane, un inno alla resistenza di una comunità che trova nella propria tradizione la spinta per guardare avanti e rimanere unita.
La rinascita dopo il terremoto
Questa secolare tradizione ha dovuto affrontare la sua prova del fuoco più dura quando la terra ha tremato, portando via vite, case e certezze. In quel momento di profondo smarrimento, in cui la ricostruzione non poteva essere soltanto una questione di cemento e mattoni, la Banda Musicale ha assunto un’importanza sociale straordinaria per curare le ferite invisibili dell’anima. Ritrovarsi per provare, stringendo tra le mani gli strumenti salvati dalle macerie o donati dalla solidarietà nazionale, ha rappresentato il primo vero atto di resistenza culturale della comunità. La nascita e il pieno utilizzo della Casa della Musica di Amatrice hanno dato una casa fisica a questo sentimento, trasformando l’attività bandistica in un laboratorio permanente di vita e di unione dove la cittadinanza, vedendo sfilare l’organico, ritrova sé stessa e si aggrappa alla certezza che Amatrice continua a vivere.
Amatrice, Accumoli e Arquata unite dalla musica
Questo legame viscerale con il territorio ha saputo inoltre superare i confini comunali per tendere la mano ai vicini di casa, dando vita a collaborazioni di straordinario valore umano e civile. È il caso dello stretto legame culturale stretto con il Corpo Bandistico “Città di Accumoli”, una sinergia artistica nata dal dolore condiviso ma proiettata verso la speranza. Questa unione si manifesta in tutta la sua potenza emotiva in appuntamenti significativi come il Concerto “299 Stelle**”**, organizzato ad Arquata del Tronto presso il Centro Polivalente A.S. Vettore. In questa occasione l’ensemble formato dai musicisti di Amatrice e Accumoli fonde i propri fiati e le proprie percussioni in un unico, immenso abbraccio in musica per onorare la memoria delle 299 vittime del sisma del 2016. Ad Arquata, la musica smette di essere semplice intrattenimento per farsi memoria vivente, dimostrando come le bande della vallata sappiano fare fronte comune per trasformare l’assenza in una luce che continua a brillare e a unire i tre centri più colpiti.
Bruno Porro ed Ermanno Parissi
Dietro questo miracolo collettivo e alla sua rinascita recente si colloca la figura del Presidente Bruno Porro, custode del sogno e punto di riferimento per il tessuto civile e solidale del territorio. Porro ha guidato l’associazione con dedizione assoluta, affrontando le tempeste logistiche e umane del post-sisma con dignità e fermezza encomiabili. La sua presidenza è stata una vera e propria missione di custodia umana e promozione sociale, capace di tenere uniti i musicisti, reperire le risorse necessarie per andare avanti e tessere reti di solidarietà con altre realtà italiane, incarnando lo spirito più puro di chi sceglie di mettere il bene comune al di sopra di tutto. L’immensa forza emotiva della banda si è tradotta in un’eccellenza artistica di altissimo livello sotto la guida illuminata del Maestro Ermanno Parissi. Con una direzione tecnica rigorosa ma intrisa di profonda umanità, il Maestro ha saputo elevare lo standard artistico dell’organico senza mai intaccarne l’anima popolare, portando la formazione ad affrontare con disinvoltura sia le partiture classiche più complesse sia gli arrangiamenti moderni, ed esibendosi con orgoglio in prestigiosi raduni regionali e nei tradizionali, toccanti concerti presso l’Auditorium della Laga.
La formazione musicale e il futuro della banda
Per garantire che questa melodia infinita prosegua verso il futuro e mantenga la cultura musicale come un bene accessibile a tutti, l’associazione porta avanti con convinzione la sua offerta formativa. Continuano infatti, come già accade felicemente da diversi anni, i corsi gratuiti di avviamento bandistico, che riaffermano la banda come il cuore pulsante e costante dell’alfabetizzazione musicale dell’intera vallata. Le lezioni vedono l’impegno di docenti e professionisti di assoluto rilievo pronti a mettere la propria esperienza al servizio della comunità. Lo stesso Maestro Ermanno Parissi cura la sezione dedicata agli strumenti a fiato, mentre Andrea Olori rimane il punto di riferimento per l’insegnamento di tromba e ottoni. A completare la squadra didattica è Riccardo Olori, che guida gli allievi alla scoperta del ritmo e delle percussioni.
Questo consolidato percorso formativo rappresenta il naturale e ininterrotto passaggio di testimone tra i vecchi spartiti e i volti nuovi di chi entra in organico, assicurando che finché un ottone vibrerà nell’aria delle montagne, Amatrice continuerà a raccontare al mondo la sua storia di bellezza, educazione e solidarietà.













